lunedì 16 novembre 2015

ZAGOR MONSTERS - "M" (III PARTE): DA "MORTI VIVENTI" A "MOSTRI DI BASILEO"!

di Massimo Capalbo


Dopo qualche mese di assenza (la seconda parte della lettera M risale infatti all'aprile 2015) tornano su Dime Web gli attesissimi Zagor Monsters che Massimo "Max" Capalbo porta avanti con grande successo dal marzo 2014, scegliendo con cura il corredo iconografico: solo le due immagini introduttive sono infatti scelte dalla redazione, che stavolta le ha dedicate ai 25 anni di carriera professionale del curatore della collana Moreno Burattini! Prima di lasciarvi alla lettura delle cinque, orrorifiche voci, vi ricordiamo gli altri due nostri dizionari bonelliani: L'Atlante di Mister No e The Dark Side of Tex! (s.c. & f.m.)
 

La locandina della mostra allestita a Gavinana, paese della montagna pistoiese dove Burattini visse nell'infanzia, per i 25 anni della carriera professionale


LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!


Il libro su Burattini presentato anche alla mostra di Gavinana



M (parte III)
MORTI VIVENTI
MOSTRI ANTIDILUVIANI
MOSTRI DEI MONTI BLACKSTEEP
MOSTRI DELLA TERRA-DA-CUI-NON-SI-TORNA
MOSTRI DI BABELIA
MOSTRI DI BASILEO



MORTI VIVENTI

Nella saga zagoriana i morti viventi si possono dividere in due categorie: quelli legati al vudu, ossia gli ZOMBI propriamente detti; quelli che invece con il vudu non hanno nulla a che fare. E’ proprio di questi ultimi che ci occupiamo nella presente voce, a cominciare dai morti viventi che compaiono nel finale de Il tesoro maledetto (T. Sclavi [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], n. 200). L'avventura è ambientata presso le sorgenti del fiume Susquehanna, dove, nel 1753, il comandante della nave inglese Discovery, James P. Holbuck, massacrò - con la complicità di altri ufficiali rinnegati - tutto il resto dell'equipaggio, per impadronirsi dei lingotti d'oro destinati al forte Giorgio II. I traditori non riuscirono però a portare a compimento il loro piano, perché il passaggio di una cometa – nota da allora come la cometa di Martenson - fece gonfiare a dismisura le acque del fiume, che sommersero la Discovery con il suo carico d'oro e di cadaveri.


Zagor n. 200, marzo 1982. Disegno di Ferri

Davanti allo sbalordito Flecker, la Discovery riemerge dalla sua tomba – ZGR 200, p. 75

Nella stiva della Discovery avviene l'incredibile: i marinai della Discovery ritornano in vita – ZGR 200, p. 85


A nulla portarono le ricerche compiute dai rinnegati, i quali furono poi arrestati e impiccati. Quasi un secolo dopo, Digging Bill viene a conoscenza della suddetta storia grazie a un documento conservato nella biblioteca di un'abbazia, nel quale si legge che la nave riemergerà solo dopo il nuovo passaggio della cometa. Il documento dice inoltre che, quando ciò accadrà, si scatenerà un orrore indicibile. Avendo calcolato che questo passaggio è ormai imminente e avendo scoperto che la Discovery si è inabissata nella sorgente principale del Susquehanna (mentre gli uomini di Holbuck si erano immersi in quella che in realtà è la sorgente secondaria), Digging coinvolge l'amico CICO nella caccia al tesoro, sulle cui tracce vi è anche il bieco professor Howard Flecker. A causa dell'inaspettato intervento di ZAGOR, Flecker – che aveva tentato di sbarazzarsi dei rivali - è costretto ad aggregarsi ai Nostri e, giunta la notte, si mette assieme a loro in attesa dell'arrivo della cometa. Tuttavia, il professore non ha ancora abbandonato l'idea d'impossessarsi del tesoro: pertanto, mette fuori causa i suoi compagni con del whisky drogato. Poco dopo, avviene l'evento tanto atteso: la cometa di Martenson solca il cielo e la Discovery riemerge dalle acque. Flecker si accinge a salire sulla nave, ma ZAGOR – che non ha ingerito il narcotico per puro caso - tenta di fermarlo. Flecker, però, riesce a tramortirlo con un bastone e, attraversata la sorgente, raggiunge la Discovery.

Zagor riesce ad abbandonare la nave e il suo carico di orrore – ZGR 200, p. 94

 
Zagor n. 309, aprile 1991. Disegno di Ferri

Ripresi i sensi, ZAGOR segue il professore ed entra nella stiva della nave, dove si trovano i lingotti d'oro. A questo punto, avviene qualcosa d'incredibile: i cadaveri dei marinai trucidati da Holbuck riprendono vita e uccidono Flecker, per poi attaccare l'eroe. I proiettili di ZAGOR non riescono a fermare i morti viventi, che stringono il Nostro in una morsa micidiale. L'eroe scopre però che il fuoco – originatosi dal petrolio fuoriuscito dal lume di Flecker – è in grado di distruggerli: pertanto, afferra una torcia improvvisata e si fa strada tra i suoi spaventosi avversari, riuscendo infine ad abbandonare la nave (che è in preda alle fiamme) ed a raggiungere la sponda della sorgente. Quando la cometa scompare, la Discovery s'inabissa, trascinando con sé, stavolta per sempre, il tesoro maledetto e i suoi mostruosi custodi.
Procedendo cronologicamente nella saga, troviamo i morti viventi (per la precisione, scheletri viventi; vedi ORDA DEL MALE) de Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 194-196) e quelli de La foresta allagata (A. Capone [sog.&scen.] – M. Torricelli [dis.], nn. 308-310), storia che vede ZAGOR affrontare il malvagio stregone pellerossa Diablar. Costui, in una scena di grande impatto, riporta in vita i corpi degli indiani Tuscarora (annegati in seguito all’allagamento di Darkwood) i quali assalgono lo Spirito con la Scure nelle acque di quello che Diablar ha voluto chiamare il lago dei morti

Il malvagio Diablar fa risorgere i Tuscarora e li scatena contro Zagor – ZGR 309, p. 65

Zagor n. 326, settembre 1992. Disegno di Ferri


Dopo un'aspra lotta, i mostri stanno per avere la meglio su ZAGOR, quando, all'improvviso, il simbolo raffigurato sulla casacca dell'eroe – l'Uccello del Tuono – si materializza nell'aria, immobilizzando Diablar e i Tuscarora. Poco dopo, dal lago si solleva un vortice che avvolge i nemici di ZAGOR, e solo allora il simbolo scompare. Il Nostro scoprirà in seguito che a compiere questo prodigio è stato un altro stregone indiano, il simpatico Montag, il quale - dopo essersi inciso sul palmo della mano il simbolo zagoriano - ha formato un cerchio magico assieme a CICO ed a Gotam, figlio del sakem dei Delaware. I morti viventi ricompaiono poi in un'altra storia di Ade Capone, Oro maledetto (F. Gamba [dis.], nn. 326-327). Il compianto sceneggiatore emiliano fa scontrare ZAGOR con Sektar, un colossale indiano Mic Mac che adora i malvagi spiriti della foresta. Sektar ha zombificato i minatori di Pegleg (indeboliti e uccisi da una specie di morbo provocato dalle oscure entità), seppellendoli in un cimitero dove arde una misteriosa fiamma in grado di riportare in vita i morti. Alla fine, lo Spirito con la Scure sconfiggerà gli spiriti della foresta abbattendo il tumulo su cui arde la fiamma. Per effetto di ciò, Sektar impazzirà e i minatori torneranno alla morte.

Zagor viene inseguito dai morti viventi di Pegleg – ZGR 327, p. 50
Zagor n. 420, luglio 2000. Disegno di Ferri

Zagor n. 422, settembre 2000. Disegno di Ferri

 
Le successive storie nelle quali ZAGOR deve lottare contro i morti viventi (e altri mostri) sono: Il ritorno di Cain (M. Boselli [sog.&scen.] – S. Andreucci [dis.], nn. 420-422); La regina della città morta (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Laurenti [dis.], nn. 422-424); Lo scettro di Tin-Hinan (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Rubini [dis.], nn. 552-556); Il sepolcro dello stregone (D. Paolucci [sog.&scen.] - A. Chiarolla [dis.], Zagor Speciale n. 21); Risvegli (M. Burattini [sog.&scen.] – E. Barison [dis.], Speciale n. 26); Il ritorno di Guthrum (J. Rauch [sog.&scen.] – G. Sedioli [dis.], Color Zagor n. 2); Zenith 666 (L. Mignacco [sog.&scen] – L. Piccatto e R. Riccio [dis.], n. 615). I ritornanti che qui c'interessano sono solo quelli delle prime tre e dell'ultima, dal momento che degli altri parliamo nelle voci KUDAN, DRAUGAR, RISVEGLIATI. Ne Il ritorno di Cain, i negromanti kushiti Xalthoom e Kandaar creano un vero e proprio esercito di morti viventi, riportando in vita non solo le mummie della città antidiluviana di Achron, ma anche i guerrieri di tutte le armate scomparse in quella regione del Sahara (il Gran Djouf) nel corso dei millenni. Agli ordini dei due stregoni - che dispongono inoltre di un carro dotato di micidiali armi (il carro infernale) - i morti assaltano la fortezza di Gebel Shaat, dove si sono asserragliati ZAGOR e CICO, Digging Bill, i Tuareg di Andrew Cain e i loro ex avversari, lo sceicco Azim e il suo braccio destro Yussuf. Avendo intuito che l'unico modo per sconfiggere l'infernale armata è uccidere Xalthoom e Kandaar, ZAGOR lascia la fortezza assieme a Yussuf, Cain e alcuni Tuareg, non prima però di aver fatto indossare loro (e aver indossato egli stesso) i vestiti dei nemici uccisi, così da ingannare gli altri morti viventi.

L'esercito di morti viventi dei negromanti di Kush - ZGR 422, p. 31

La morte di Kandaar provoca il letterale disfacimento dei morti - ZGR 422, p. 50

Grazie a questo astuto trucco, i Nostri riescono a raggiungere i due negromanti, che sono difesi dalla loro guardia personale, formata dai morti-guerrieri più esperti. Ha inizio quindi un durissimo combattimento, nel corso del quale i Tuareg vengono uccisi dai suddetti guerrieri, mentre Yussuf muore per mano di Kandaar. ZAGOR uccide a sua volta Xalthoom, ma sia lui che Cain non possono nulla contro i troppo numerosi avversari. Lo Spirito con la Scure tenta allora il tutto per tutto ed estrae il suo feticcio ju-ju (un bastone magico dotato di un meccanismo nascosto che fa fuoriuscire aculei avvelenati), dicendo a Kandaar: Se mi ucciderai, lui ucciderà te!. Ignaro della sua pericolosità, Kandaar afferra subito il ju-ju, ma, proprio in quel momento, ZAGOR aziona il meccanismo degli aculei, che si conficcano nella mano dello stregone, uccidendolo. A questo punto, tutti i morti viventi - compresi quelli che sono penetrati nella fortezza di Gebel Shaat - si riducono in polvere.
Se i ritornanti della sopracitata avventura si fanno senz'altro ricordare, quelli de La regina della città morta – creati da un altro negromante kushita: Vendhys – sono invece, a nostro avviso, poco interessanti, soprattutto se paragonati agli altri mostri della storia: il GRANDE VERME e i MOKELE-MBEMBE. Tra le tante scene in cui i morti di Vendhys compaiono, l'unica meritevole di citazione è quella, abbastanza divertente, in cui due di essi – uno armato di ascia bipenne, l'altro di una sciabola – cercano di fermare CICO, entrato di nascosto nel palazzo reale di Songhay.


Zagor n. 423, ottobre 2000. Disegno di Ferri
Nel tentativo di colpire Cico, i morti di Vendhys si colpiscono per sbaglio a vicenda - ZGR 424, p. 61


Invece di colpire il pancione, però, i due si colpiscono a vicenda: il primo viene trapassato dalla sciabola del secondo, che a sua volta si becca l'ascia in testa. Quanto ai morti viventi de Lo scettro di Tin-Hinan, anch'essi creati dagli ennesimi stregoni di Kush: Moridian e Yetizad, diciamo subito che la scena in cui quest'ultimo fa risorgere le mummie della città morta di Xanthley non lascia certo indifferenti. Degno di nota è poi il personaggio del giannizzero Goran: un ritornante molto speciale, visto che il suo padrone Yetizad, apprezzandone le doti di guerriero, gli ha concesso – a differenza degli altri morti viventi – l'intelligenza. Nella parte conclusiva della storia, il biondo e massiccio Goran si scontra ben quattro volte con ZAGOR, dimostrandosi un avversario formidabile e irriducibile. Nel primo duello (che avviene a bordo della Queen of Kush, la nave del professor Richter, alleato di Yetizad), lo Spirito con la Scure, dopo aver schivato più volte la scimitarra del giannizzero, tenta di farlo ragionare, ricordandogli che il negromante, trasformandolo in morto vivente, lo ha privato della libertà, facendolo diventare un semplice schiavo. Dopo un attimo di esitazione, Goran attacca nuovamente e, a un certo punto, riesce ad afferrare ZAGOR per il collo. Sebbene l'eroe lo colpisca in testa con la scure, il giannizzero – dotato di una forza erculea e di una resistenza sovrumana - non molla la presa.

Zagor n. 552, luglio 2011. Disegno di Ferri
Il negromante Yetizad richiama alla vita le mummie del tempio di Xanthley - ZGR 552, p. 24


Goran sta ormai per soffocare ZAGOR, ma, in quel preciso istante, viene richiamato telepaticamente da Yetizad, che si trova, assieme a Richter e ai loro prigionieri Dexter (l'archeologo amico di ZAGOR) e Marada (regina dei Tuareg nonché moglie di Andrew Cain), all'interno di una scialuppa volante di tecnologia atlantidea. E' proprio qui che ha luogo il secondo scontro tra Goran e lo Spirito con la Scure, il quale – fatta irruzione nella scialuppa – uccide Yetizad con un tremendo colpo di scure. Prima di morire, però, il negromante ordina a Goran di vendicarlo. Il giannizzero, incitato anche da Richter, lancia contro ZAGOR, ignorando le parole di Dexter, il quale cerca di fargli capire che non ha più senso ubbidire a Yetizad, essendo costui morto. Dagli retta, amico! – dice lo stesso ZAGOR al giannizzero, dopo avergli fatto volare via la scimitarra con la scure – Finalmente ti puoi ribellare! In te c'è ancora la scintilla del guerriero cui è stato portato via l'onore e la liberta! Io lo sento!. Questa volta, le parole dell'eroe sembrano scuotere Goran, il quale, poco dopo, aggredisce Richter, che pretende da lui obbedienza. Poiché Richter è l'unico in grado di pilotare la scialuppa, ZAGOR tenta di calmare il giannizzero, che però, lasciato il professore, si avventa contro il Nostro a mani nude, dicendogli: Prima ucciderò te… e poi lui! Mentre i due lottano (e siamo al terzo scontro), Richter, aiutato da Dexter, cerca di far atterrare la scialuppa, ma questa si schianta contro gli alberi ed esplode. Tuttavia, gli occupanti riescono a salvarsi: Richter, che ha con sé lo scrigno con le gemme atlantidee (oggetti dagli straordinari poteri), cerca di fuggire, ma viene colpito da ZAGOR con la scure e precipita in mare.

Zagor affronta Goran sulla Queen of Kush - ZGR 555, p. 77

La terribile fine di Goran - ZGR 556, p. 31


Recuperato lo scrigno, l'eroe pensa di gettarlo nelle sabbie mobili perché ritiene che il suo contenuto sia troppo pericoloso. Prima che possa farlo, però, Goran sbuca alle sue spalle e lo assale. Entrambi cadono nelle sabbie mobili, ma, mentre il giannizzero - colpito da ZAGOR con un calcio – finisce proprio nel centro della fanghiglia assassina e viene subito risucchiato; il Nostro, malgrado il tradimento di Dexter (che s'impossessa dello scrigno e, invece di tirarlo fuori, fugge via), viene infine salvato dai suoi amici. Tornando a Goran, bisogna dire che, per quanto meritata, la fine che fa è senza dubbio atroce: infatti, data la sua condizione di ritornante, egli è condannato – forse per sempre - a rimanere, vivo e cosciente, nelle sabbie mobili. Un destino davvero terribile. I morti viventi di Zenith 666 – storia collegata a Il Signore Nero (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli, nn. 194-196), ragion per cui rimandiamo alle voci ELFI, PANKO, PICCOLI UOMINI, TROLL; e all'universo di Dylan Dog, in particolare a quanto narrato nel n. 1 e nel n. 100 della serie regolare - sono di tre tipi: quelli che, all'inizio dell'avventura, compaiono nell'incubo di CICO; i Riol inghiottiti dalla terra durante la guerra che, nel regno fatato di Golnor, oppose i suddetti guerrieri contro il Signore Nero e lo stregone Mord; i già citati marinai della Discovery.

Zagor n. 615, ottobre 2016. Disegno di Piccinelli

Cico alle prese con i morti viventi. Fortunatamente per il pancione messicano, è solo un incubo. La vignettona in alto è un evidente omaggio, colori compresi, alla celebre copertina del primo numero di Dylan Dog, L'alba dei morti viventi (uscito esattamente 30 anni prima) – ZGR 615, p. 26

Dylan Dog n. 1, ottobre 1986. Disegno di Villa


I Riol non-morti riemergono dal sottosuolo delle montagne golnoriane assieme alle donne e ai bambini uccisi, sempre nella succitata guerra, dai TROLL. Armati di spade e asce, questi ritornanti tentano di fermare ZAGOR e compagni, ma, essendo troppo lenti (come sono in genere tutti i morti viventi), i Nostri riescono a sfuggirgli. I marinai della Discovery invece, tenuti in uno stato di non-morte dalla speciale acqua arcobaleno della sorgente secondaria del Susquehanna (nota anche, per questo motivo, come Lago dei non-morti e Lago Arcobaleno), rispondono all'appello del potente Xabaras, il villain principale dell'avventura (che cela il suo volto sotto un sinistro cappuccio), e, emergendo dal lago, gli consegnano uno scrigno. Quest'ultimo, indirizzato in origine a Xabaras medesimo, era stato rubato dai marinai stessi quando erano in vita. Dei due oggetti che lo scrigno conteneva - la Pietra del Tempo e la mappa, in realtà una pagina del Libro del Tempo, che conduce alla sorgente in questione -, solo la prima si trova ancora all'interno di esso, mentre la seconda, rubata a Digging Bill da un ignoto ladro, viene recuperata da ZAGOR nella bottega di un rigattiere. Nel finale della storia, Xabaras, gettando nel Pozzo dell'Abisso la Pietra del Tempo, fa risorgere - tramite una pioggia color arcobaleno fatta della stessa acqua del Lago dei non-morti - i Riol e, nel contempo, fa letteralmente volare la Discovery e tutti i suoi marinai zombi fino alla sesta ora del sesto giorno del sesto mese, ossia il picco più alto della catena montuosa che attraversa Golnor.

I marinai zombi della Discovery rispondono all'appello del sinistro incappucciato e, emergendo dal Lago dei non-morti, gli consegnano lo scrigno contenete la Pietra del Tempo – ZGR 615, p. 50
Mentre la Discovery vola nel tenebroso cielo di Golnor, i Riol non-morti emergono dal suolo per fermare Zagor e i suoi amici – ZGR 615, p. 85

I guerrieri zombi e i loro familiari avanzano minacciosi verso l'esercito golnoriano – ZGR 615, p. 86

Tutto ciò avviene mentre il Sole Nero raggiunge lo zenith, un fenomeno magico profetizzato nel Libro del Tempo. Dopo varie peripezie, ZAGOR raggiunge la vetta della suddetta montagna e, su suggerimento del mago Elchin (in contatto telepatico con lui), uccide i marinai della Discovery colpendoli in testa con la scure (la testa è infatti il loro unico punto vulnerabile); quindi, getta la pagina del Libro del Tempo nel Pozzo dell'Abisso. A questo punto, il vero sole di Golnor scaccia il Sole Nero e il calore dei suoi raggi fa evaporare l'acqua del Lago dei non-morti, riportando alla vera vita sia i guerrieri Riol che le loro donne e i loro bambini. ZAGOR riesce inoltre a catturare Xabaras, che egli crede essere il redivivo Signore Nero. Xabaras, però, beffa l'eroe, scomparendo letteralmente, dopo aver pronunciato parole che il Nostro non è in quel momento in grado di comprendere: Credi di aver vinto, Zagor? Ho con me un'ampolla di acqua iridescente ricca di microrganismi che possono sconfiggere la morte! Ne ricaverò un siero! Magari ci vorranno un paio di secoli per perfezionarlo, ma per me il tempo non ha importanza. Vedendolo sparire improvvisamente sotto i suoi occhi, ZAGOR esclama: Per mille scalpi! Il Signore Nero… è svanito!. Ma Elchin gli spiega: Non era il nostro antico avversario! Viene dal passato del tuo mondo… e nel futuro sarà sconfitto da suo figlio! Portava un cappuccio perché da voi ha vissuto troppo a lungo e commesso troppi crimini… Ho percepito i suoi propositi!... Cerca un siero che ridia la vita ai morti… e a Golnor ha trovato ciò che voleva! La magia lo ha riportato là da dove veniva.

Sulla vetta più alta di Golnor, i marinai della Discovery vengono uccisi definitivamente da Zagor – ZGR 615, p. 90

L'acqua del Lago dei non-morti evapora e i Riol ritornano finalmente alla vera vita – ZGR 615, p. 95

Zagor cattura il misterioso nemico, ma questi lo beffa svanendo all'improvviso. Dal suo volto e dalle parole di Elchin, scopriamo che l'incappucciato non era il Signore Nero, ma il dottor Xabaras, padre e principale avversario di Dylan Dog – ZGR 615, p. 96
 
Curiosità: I morti viventi de Il tesoro maledetto rimandano chiaramente al film Fog (John Carpenter, 1980), ma anche a La notte dei morti viventi (George A. Romero, 1968). Sia i marinai della Discovery che i mostri romeriani risorgono a causa di qualcosa che proviene dallo Spazio: la cometa di Martenson per i primi; una sonda che ritorna da Venere per i secondi. I ritornanti di Oro maledetto sono ispirati, invece, a quelli di Pet Sematary, romanzo di Stephen King del 1983, da cui la regista americana Mary Lambert ha tratto, nel 1989, il mediocre horror Cimitero vivente.

Locandina originale del film Fog (John Carpenter, 1980)

Gli zombi del film La notte dei morti viventi (George Romero, 1968)

Copertina della prima edizione originale di Pet Sematary (1983)

MOSTRI ANTIDILUVIANI

Le gigantesche e feroci creature che compaiono nel suggestivo prologo de Il Ponte dell'Arcobaleno (M. Boselli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], n. 400). 

Zenith 451 - Zagor 400 - disegno di Gallieno Ferri



I primi uomini, e in particolare gli eroi pellerossa - nonché fratelli di sangue - Athaska e Degawidah, sterminarono questi mostri, fino a quando non ne rimasero che due soltanto. Il primo di essi morì sotto le lance e le frecce dell'eroica coppia, mentre il secondo, prima di morire anch'esso per mano di Athaska, uccise purtroppo Degawidah.

Athaska e Degawidah affrontano e uccidono il primo degli ultimi due mostri antidiluviani – ZGR 400, p. 7

Prima di morire per mano di Athaska, il secondo mostro uccide Degawidah – ZGR 400, p. 8

Non riuscendo ad accettare la morte del suo fratello di sangue e l'idea stessa della morte, Athaska intraprese allora un lungo viaggio alla ricerca di Manito. Giunto, ormai vecchio, ai confini del mondo, l'eroe incontrò finalmente il Grande Spirito (che gli apparve come Kiki Manito) e gli chiese: Perché Degawidah ha dovuto morire?... Perché esiste la morte?. Kiki Manito rispose: Gli uomini devono essere mortali, per poter apprezzare la bellezza della vita… Tra il mondo dei vivi e quello dei morti c'è un abisso che nessuno deve valicare!... Ed è giusto così. Athaska disse invece che non era giusto e, sfidando il Grande Spirito, scagliò la sua lancia oltre l'abisso. Per lo sforzo, il suo cuore si spezzò… …ma l'asta, lanciata con forza sovrumana, raggiunse il mondo dei morti… …e Manito, commosso dal sacrificio dell'eroe, la trasformò nel Ponte dell'Arcobaleno.

Kiki Manito trasforma la lancia scagliata da Athaska nel Ponte dell'Arcobaleno, il ponte tra i vivi e i morti che verrà percorso, migliaia di anni dopo, da Zagor – ZGR 400, p. 10

Nella storia in oggetto, il succitato ponte, che separa i vivi e i morti, verrà percorso da un eroe che non ha nulla da invidiare ad Athaska: il nostro ZAGOR.Curiosità: Nel prologo dell'avventura leggiamo che il mondo dei primi uomini era infestato anche da altri mostri, come i demoni di fuoco. Uno di essi, chiamato Shaytan, compare poi a Darkwood insieme ai tre principali villains del racconto, i fratelli Kinsky, i quali vogliono vendicarsi di ZAGOR perché questi – per vendicare a propria volta la morte dei suoi genitori - ha ucciso, molti anni prima, il loro fratello maggiore Salomon (la vicenda in questione è narrata in una delle più celebri storie della saga - Zagor racconta [Nolitta-Ferri, nn. 55-56] - alla quale rimandiamo). Dopo varie peripezie, l'eroe riuscirà a sconfiggere i Kinsky (e i loro alleati pellerossa) e scoprirà che il terribile Shaytan è in realtà un'illusione creata dalla potente droga che i tre avevano sparso nell'aria.

Lo spaventoso Shaytan, il demone di fuoco adorato dai malvagi fratelli Kinsky. Alla fine della storia, Shaytan si rivelerà essere, in realtà, un'illusione creata dalla droga che i Kinsky hanno sparso nell'aria di Darkwood - ZGR 400, p. 31

MOSTRI DEI MONTI BLACKSTEEP

Compaiono ne L’orribile mutazione (M. Burattini [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 310-312) e sono il frutto imprevisto e terrificante di un esperimento scientifico effettuato sui membri di un corpo speciale dell'esercito americano, i Green Jackets. A costoro viene somministrata – all'interno di un avamposto costruito appositamente sui selvaggi monti Blacksteep – una speciale droga che dovrebbe trasformarli in combattenti invincibili, accrescendone la forza e l'aggressività. I Green Jackets si tramutano invece in mostri ferocissimi, dotati di zanne, artigli e muscoli d'acciaio: insomma, una sorta di uomini-belva. Oltre a massacrare gli scienziati e gli altri militari del forte, essi aggrediscono chiunque si avventuri sulle montagne, come il mercante Simon Just (che viene orribilmente mutilato), i componenti della spedizione scientifica del professor Grimm e i nostri ZAGOR e CICO. I due, assieme all'amico trapper Jeremy Milius e al vicesceriffo della vicina Kingston, si sono gettati all'inseguimento di tre spietati banditi: Colburn, Kehoe e Parrish. Quest'ultimo, entrato nell'avamposto con i suoi complici, viene ben presto ucciso da uno dei mostri, il quale gli spezza la schiena con una sola stretta. Colburn invece, per salvare la pelle, si vede costretto a fare fronte comune con ZAGOR e compagni, i quali - raggiunta un'altura e riparatisi dietro alcune rocce - riescono a respingere l'assalto delle creature ed a soccorrere Kehoe.

Zagor n. 311, giugno 1991. Disegno di Ferri
Il corpo orrendamente mutilato del mercante Simon Just testimonia la ferocia dei mostri dei Blacksteep – ZGR 311 , p. 21

Zagor e i suoi amici ritrovano il cadavere di un'altra vittima dei mostri – ZGR 311, p. 76


Costui sta molto male, perché nel forte è entrato accidentalmente in contatto con la sostanza responsabile della mutazione. Tra i mostruosi aggressori vi è pure il capo dei Green Jackets, il capitano Hunt, che viene ucciso da Milius mentre tenta di strangolare ZAGOR. Nonostante la trasformazione abbia alterato i suoi lineamenti, Hunt viene subito riconosciuto dallo Spirito con la Scure: lo sventurato capitano, infatti, faceva parte della spedizione del già citato Grimm, assieme a una vecchia conoscenza del Nostro, il tenente Ryan. Questi, due giorni prima, aveva chiesto a ZAGOR, incontrato casualmente a Kingston, alcune indicazioni sul percorso da seguire per raggiungere i Blacksteep, e gli aveva presentato Hunt e lo scienziato. Nessuno dei tre aveva voluto rivelare all'eroe lo scopo della loro missione, essendo questa top secret. Giunta sulle montagne, la suddetta spedizione era stata assalita dai mostri, e solo Grimm, Ryan e un soldato – Leonard - si erano salvati, rifugiandosi in una caverna. A scoprirlo è proprio ZAGOR, il quale raggiunge i tre nel loro rifugio dopo non poche peripezie. Grimm - che aveva collaborato all'esperimento condotto sui Green Jackets ed è stato mandato lì appunto per porvi rimedio – racconta al Nostro tutta la verità su quella che lui ha battezzato con l'inquietante nome di sindrome di Beelzebul. La droga che la provoca - spiega Grimm a ZAGOR - ha l'aspetto […] di un liquido che, esposto all'aria, evapora rapidamente trasformandosi in un gas.

La rapida ma impressionante morte del bandito Parrish – ZGR 311, p. 98

Zagor n. 312, luglio 1991. Disegno di Ferri
Milius salva Zagor dalla furia mostro in cui si è trasformato il capitano Hunt – ZGR 312, p. 18

Il professor Grimm racconta a Zagor quanto accaduto ai Green Jackets – ZGR 312, p. 38


L'eroe allora, pensando a quanto successo a Kehoe, chiede allo scienziato: Voi credete che il semplice contatto con quella sostanza basti trasformare un uomo in un indemoniato?. E Grimm risponde: Temo proprio di sì, se la dose con cui si ha a che fare è sufficientemente massiccia. Queste parole tolgono ogni dubbio a ZAGOR: Uno del nostro gruppo è stato investito da un intero recipiente di quella roba! Quando ho lasciato i miei compagni per raggiungervi, sembrava incosciente e febbricitante… ma è probabile che da un momento all'altro possa trasformarsi in una di quelle orribili creature! […] Dobbiamo assolutamente tornare indietro al più presto per avvisare Jeremy Milius e gli altri. Grazie anche al generoso sacrificio di Leonard, che attira su di sé i mostri, i tre raggiungono i loro compagni, ma proprio in quel momento Kehoe si trasforma e aggredisce Colburn, uccidendolo. ZAGOR affronta Kehoe e, dopo una dura lotta, riesce a farlo rotolare a valle, dove viene subito assalito e ucciso dagli altri mostri. Poiché Grimm si dice convinto di poter guarire i Green Jackets, ZAGOR formula un piano per raggiungere il forte. Riflettendo sul fatto che, a differenza di Kehoe, il capitano Hunt non era stato attaccato dai mostri, l'eroe ipotizza che la droga abbia rafforzato i legami di cameratismo tra i Green Jackets. Pertanto, lui e i suoi compagni svestono i corpi dei mostri uccisi e, indossate le loro divise grigio-verde, s'incamminano in direzione dell'avamposto.

Trasformatosi in mostro, Kehoe uccide Colburn – ZGR 312, p. 49

I mostri cadono nell'astuta trappola ideata da Zagor – ZGR 312, p. 82

Grimm inizia a curare i mostri – ZGR 312, p. 94


Fortunatamente, il piano dello Spirito con la Scure si rivela azzeccato: gli altri mostri, infatti, rimangono temporaneamente disorientati, e ciò permette a ZAGOR e compagni di barricarsi nel forte. Grimm si mette subito al lavoro nel laboratorio, ma resta il problema di come riuscire a somministrare l'antidoto ai Green Jackets. A trovare la soluzione è nuovamente l'eroe, il quale, sfruttando l'ampio sotterraneo del laboratorio e utilizzando dei barilotti contenenti un gas soporifero, prepara un'astuta trappola che neutralizza i mostri. Questi ultimi, privi di conoscenza, vengono quindi portati in una sorta di infermeria provvisoria, dove Grimm provvede a una prima visita medica. Per gli sfortunati Green Jackets ha inizio così il lento cammino verso la guarigione. 

Locandina originale del film di Romero La città verrà distrutta all'alba (1973)

Curiosità: Un riferimento cinematografico per la storia di Burattini può rintracciarsi in un celeberrimo film diretto dal già citato "specialista di zombi" George A. Romero, La città verrà distrutta all'alba (The Crazies, 1973). Un'arma biologica militare colpisce accidentalmente una cittadina degli Stati Uniti, provocando negli abitanti un'inarrestabile follia omicida. Questa classica pellicola fantahorror è stata oggetto di un remake nel 2010.



MOSTRI DELLA TERRA-DA-CUI-NON-SI-TORNA

In questa voce ci occupiamo di quei mostri comparsi in Terra maledetta (M. Toninelli [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 241-243) e Spedizione di soccorso (J. Rauch [sog.&scen.] – G. Sedioli [dis.], Maxi Zagor n. 21) d'importanza più marginale rispetto alle seguenti creature: IGUANE VOLANTI, ISTRICE ASSASSINO, MEDUSE VOLANTI, PESCI CON LE ZAMPE, PIANTE CARNIVORE, PLESIOSAURI DEL DESERTO, ROSPI GIGANTI, SANGUISUGHE VOLANTI, SAURI TORPEDINE, STRUZZI GIGANTI, VEDOVA.
Cominciamo con la curiosa creatura simile a un canguro che Lon Darnel, uno dei personaggi principali di Terra maledetta, uccide con una fucilata nel corso di una battuta di caccia cui partecipano anche il suo aiutante Tobias e CICO. L'animale viene poi arrostito e poiché l'affamatissimo messicano è il primo ad assaggiare la sua carne, Tobias gli chiede che sapore ha. Mmm… chomp… direi… …direi una via di mezzo tra il coniglio e la rana!, risponde CICO, al che Darnel esclama: Beh poteva andare peggio!. Tobias è d'accordo con lui: Ah! Ah! Decisamente!

Zagor n. 242, settembre 1985. Disegno di Ferri

Zagor n. 243, ottobre 1985. Disegno di Ferri

Darnel, a caccia con Cico e Tobias (chiamato per errore Bush nell'ultima vignetta), uccide la strana creatura simile a un canguro – ZGR 242, p. 37

 
Maxi Zagor n. 21, gennaio 2014. Disegno di Ferri
Il bizzarro animale che colpisce l'attenzione del professor Kruger – ZGR Maxi 21, p. 157


Ancora più bizzarra dello pseudo-canguro di cui sopra è, in Spedizione di soccorso, la bestia erbivora che, a p. 157, cattura l'attenzione del professor Kruger, il quale vorrebbe andare ad osservarla da vicino, ma viene bloccato da ZAGOR, che gli dice: Se vi mettete a correre dietro a ogni animale strano che vi passa davanti, qui durerete poco!. Lo scienziato tedesco chiede al suo collega: Accidenti!... Che cosa ne pensate, Mayer?; e questi risponde: Sembrava un incrocio tra una anatra e una grossa lucertola!. Anche CICO ha notato la curiosa creatura, che però suscita in lui un interesse di tutt'altro tipo: Chissà se era commestibile!, esclama infatti il messicano. E' tutto quello che vi viene in mente di fronte a una simile meraviglia del Creato?, gli domanda, infastidito, Kruger, e CICO risponde: Sì! Sono stanco morto e ho una gran fame!. Tra gli altri mostri secondari che compaiono nella suddetta storia, è d'obbligo citare il grosso insetto, una specie di scarafaggio gigante, osservato dal professor Mayer a p. 234 e soprattutto due delle feroci creature che, nell'emozionante finale, assaltano il campo di tende montato dagli uomini dell'infido Staggler alla base di Bluerock Hill. La prima, una sorta di lucertolone dal lungo collo, scavalca la palizzata e uccide uno dei cattivi, Lenny, con un terribile morso, per poi essere a sua volta uccisa dal guercio Jarred (vedi ISTRICE ASSASSINO). La seconda creatura, simile a un coccodrillo con degli enormi spuntoni sul dorso, tenta di aggredire CICO, ma viene ammazzata a fucilate da ZAGOR


Mayer osserva da vicino lo scarafaggio gigante – ZGR Maxi 21, p. 234

Il lucertolone dal lungo collo attacca e uccide Lenny, prima di venire abbattuto da Jarred – ZGR Maxi 21, p. 274

Il coccodrillo dagli spuntoni insidia Cico – ZGR Maxi 21, p. 280

Zagor salva il pancione uccidendo a fucilate il mostro – ZGR Maxi 21, p. 281

Una terrificante eruzione vulcanica distrugge per sempre la Terra-da-cui-non-si-torna e tutti i suoi mostri – ZGR Maxi 21, p. 283
 
 
MOSTRI DI BABELIA

La variegata fauna extraterrestre che compare in FantaCico (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Cico n. 5) e nel suo seguito Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Gamba [dis.], Speciale Cico n. 6). Pubblicate a distanza di ben sette anni l'una dall'altra, queste due storie vedono il pancione messicano alle prese con gli scienziati ribelli MEXON, GOWAN e XANOR e gli altri bizzarri abitanti di Babelia e dei pianeti vicini.


Speciale Cico n. 5, ottobre 1983. Disegno di Ferri

La bizzarra clientela dell'Intergalactic Bar – Speciale Cico 5, p. 65

Astralia capta il pensiero di Cico e reagisce di conseguenza - Speciale Cico 5, p. 68


In FantaCico, si fanno ricordare, oltre al succitato terzetto, il tiranno Kokodix e i clienti dell'Intergalactic Bar, in particolare: l'entraîneuse del locale, la signorina Astralia; l'abitante del pianeta Zeutron, il robot con motore a scoppio. Vedendo la prima - che ha braccia e gambe villose, tre affilate dita per mano, naso pronunciato e fisico massiccio - CICO pensa: Che mi venga un colpo! Se le signorine extraterrestri sono tutte racchie come questa, mi conviene fare voto di castità!. Astralia sferra un cazzotto al pancione, esclamando Brutto villano screanzato!, per poi aggiungere: Puah! Un posto fine come questo non dovrebbe accettare clienti tanto bifolchi!. Il povero CICO non riesce a capire perché l'entraîneuse l'abbia colpito (Acc… dannaz… malediz… Ma cosa le è preso tutto a un tratto a quella specie di bufala?!), ma il cameriere del bar gli spiega tutto: Devi sapere che Astralia viene dal pianeta Daimaton… …e gli abitanti di quel mondo remoto possiedono la facoltà di leggere nel pensiero dei loro interlocutori. Nella scena immediatamente successiva, CICO si avvicina al bancone, dove un essere dal grosso becco ha appena ordinato un granito. Eh… eh… eh… un granito? Forse volevi dire una granita, amico., dice il messicano a costui, il quale risponde subito No!, e – dopo aver ingoiato il pezzo di roccia servitogli dal barman – aggiunge: …Volevo proprio dire un granito! L'alimentazione di noi abitanti del pianeta Zeutron è basata sui minerali: quarzo alla cacciatora, pirite alla griglia, marmo in salsa di funghi …ma qui all'Intergalactic Bar, ti consiglio il gelato di Uranite!.

All'Intergalactic Bar non servono granite ma… granito! - Speciale Cico 5, p. 70


Cico si fa servire la stessa bibita ordinata dal robot, ignorando che si tratta di benzina – Speciale Cico 5, p. 72


Qualche pagina dopo, CICO è vittima di un secondo, esilarante equivoco, stavolta relativo alla bevanda ordinata da un altro avventore del locale. Questo tipo – pensa il Nostro mentre l'osserva - ha un'aria più decente degli altri… potrebbe quasi essere un terrestre… …e anche quello che beve non sembra una porcheria come tutti gli intrugli che vedo negli altri bicchieri. Si direbbe birra… e come la beve con gusto. Beato lui!. A questo punto, CICO si rivolge al barman: Ehi, capo, posso avere anch'io una bibita come quella?. Il barman accontenta subito il pancione, che però, bevuta la bibita, la risputa immediatamente sul bancone. Acc… dannaz… malediz… ma cos'è questa porcheria?, chiede CICO al barista, e questi risponde: Per mille galassie! Mi avevi chiesto sì o no la stessa bibita di quel cliente? Bene… quello è un robot con more a scoppio… …e quindi, come al solito, si beveva il suo bicchiere di benzina!. CICO, allora, resta basito e, vedendo il robot allontanarsi sulle sue quattro ruote, non può fare a meno di esclamare Gulp!.
Decisamente più familiare, rispetto ai summenzionati personaggi, è invece l'aspetto di Kokodix, il quale, per quanto temuto dai babeliani, non si può definire esattamente un mostro. Per buona parte dell'avventura, il tiranno rimane un personaggio misterioso: di lui, infatti, ci viene mostrato solo il vigile occhio che appare sugli schermi attraverso i quali egli esercita un controllo continuo su tutti i suoi sudditi. Quell'occhio… puah! Più lo guardo e più mi risulta familiare, caramba y carambita! Ma dove diavolo l'ho già visto?, si domanda CICO nell'Intergalactic Bar.

L'implacabile occhio di Kokodix, despota di Babelia - Speciale Cico 5, p. 29

Cico scopre che il temuto Kokodix è un banale pollo - Speciale Cico 5, p. 88

La fine di un tiranno - Speciale Cico 5, p. 90


Poco dopo, il Nostro viene arrestato da due poliziotti di Babelia, che – a bordo di una scopa volante – conducono CICO al palazzo di Kokodix. Come avevano infatti previsto MEXON e compagni, il pancione ha suscitato l'interesse del despota, che ha l'abitudine di collezionare e di esporre, nel suo Museo Intergalattico, gli esemplari delle numerose razze dell'universo. Ignari che il terzetto ha affidato a CICO il compito di giustiziare Kokodix con la loro pistola multivalente, le sentinelle del palazzo fanno entrare il Nostro – da solo – nel suddetto museo, dove il tiranno lo sta attendendo. CICO osserva, sbalordito, i corpi imbalsamati esposti nella sala e, quando Kokodix lo chiama, getta la pistola. Ma come faccio, in nome del cielo? Io non posso ucciderlo! […] E' pur sempre un essere vivente, pensa il messicano, il quale, giunto davanti al despota, scopre che questi è nientemeno che un pollo. Sei davvero una strana creatura: così rotondo, cos' buffo… farai davvero un figurone nella mia collezione personale, dice Kokodix a CICO, che pensa: Che mi venga un colpo! Adesso capisco perché, quando lo vedevo sugli schermi, il suo occhio mi ricordava qualcosa… un pollo… era semplicemente l'occhio di un pollo!. Kokodix chiede al pancione se gli abitanti del suo pianeta sono tutti come lui, e CICO, dopo avergli risposto, gli rivolge la medesima domanda. Naturalmente!, risponde il despota (che, come MEXON e gli altri avevano spiegato a CICO, è giunto a Babelia da un altro pianeta e ha preso il potere uccidendo il vecchio re), e il messicano, che ha già l'acquolina in bocca, pensa: Eh! Eh! Eh! Un pianeta abitato soltanto da polli, quello sarebbe proprio il mio ideale… non avrei nulla di cui lamentarmi, in un simile mondo!....


Speciale Cico n. 6, maggio 1990. Disegno di Ferri
I mostri babeliani che Xanor ha portato con sé a Darkwood - Speciale Cico 6, p. 111


A questo punto, il famelico CICO si avventa su Kokodix e lo uccide; dopodiché lo spenna e, usando l'antenna di un televisore come spiedo, se lo fa arrosto. Dopo una mezzora, tutto ciò che rimane del temuto Kokodix è una coscia, che CICO, prima di lasciare il palazzo, divora davanti alle attonite sentinelle. Costoro, avvertiti dal video controllo, scoprono che il despota è morto, e danno subito l'allarme. CICO si dà alla fuga e, grazie a un aerotaxi (un vero e proprio angelo con tanto di ali e aureola), riesce a raggiungere il laboratorio dei tre scienziati ribelli e, dopo essersi mangiato anche l'uovo di Kokodix (l'erede al trono di Babelia), ritorna finalmente sulla Terra, nell'amata Darkwood.
I mostri di Horror Cico non sono meno divertenti di Kokodix e compagni, sia quelli principali (vedi DRACULA, FRANK 'NSTIN, IGOR, POLICARPO, ROCK, WOLF) sia quelli che compaiono solo nello scoppiettante finale. La scena in cui essi, annoiati dalla discussioni tra MEXON, GOWAN e XANOR, si mettono a giocare a carte è davvero spassosa, così come quella in cui, dopo aver acclamato CICO loro leader, fanno con lui il tableau vivant de Il quarto stato (1901), il celebre dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Come ben sanno i lettori dylandoghiani, quest'opera – esposta al Museo del Novecento di Milano – è particolarmente cara a Sclavi.

Parafrasando Karl Marx, Cico incita i mostri a ribellarsi a Mexon e compagni - Speciale Cico 6, p. 121

I mostri portano in trionfo il loro liberatore - Speciale Cico 6, p. 122

Il quinto stato - Speciale Cico 6, p. 123


Curiosità: L'Intergalactic Bar di FantaCico è chiaramente ispirato alla Mos Esley Cantina, la taverna che compare in Guerre stellari (George Lucas, 1977), mentre l'occhio di Kokodix che appare su tutti gli schermi di Babelia è una riuscita parodia del Grande Fratello, il dittatore del famoso romanzo di George Orwell 1984 (1948). Nella sequenza del robot con motore a scoppio troviamo poi un'altra divertente citazione. Ci riferiamo alle parole che il barman dice al robot quando questi, dopo aver bevuto il suo bicchiere di benzina, lo saluta e va via: Salve, amico, e torna presto a rifare il pieno. Lo sai che qui, all'Intergalactic Bar, abbiamo sempre una tigre nel bicchiere!. Quest'ultima frase cita lo storico slogan pubblicitario – Metti un tigre nel motore! - della benzina Esso. Per quanto riguarda, infine, le creature di Horror Cico, non è difficile riconoscere tra di esse alcuni celebri mostri cinematografici, ovvero: King Kong; Godzilla; la gigantesca mantide religiosa de La mantide omicida (Nathan Juran, 1957); il Rhedosaurus de Il risveglio del dinosauro (Eugène Lourié, 1953); il demone che compare nel finale de La notte del demonio (Jacques Tourneur, 1957); uno dei Morlock de L'uomo che visse nel futuro (George Pal, 1960); il mutante di Cittadino dello Spazio (Joseph F. Newman, 1955), al quale erano già ispirati gli AKKRONIANI.

La Mos Eisley Cantina di Guerre Stellari (George Lucas, 1977)

Il minaccioso occhio del Grande Fratello sulla copertina di una vecchia edizione Penguin di 1984 (1948)

Il demone del capolavoro di Jacques Tourneur La notte del demonio (1957)


MOSTRI DI BASILEO

Le feroci creature affrontate da ZAGOR ne La montagna degli dei (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 184-186), storia ispirata, come sappiamo, alle Dodici Fatiche di Ercole. Di tre dei suddetti mostri – CERBERO, l'IDRA e il LEONE DI BASILEO – abbiamo già parlato nelle rispettive voci, alle quali rimandiamo. Qui, invece, ci occupiamo delle altre creature che compaiono nell'avventura, a cominciare dal mastodontico alce della terza fatica, il cui corrispettivo mitologico è la Cerva di Cerinea. Dotato di corna affilate e zoccoli ferrati (mentre la Cerva aveva zoccoli di bronzo e corna d'oro), l'aggressivo ruminante carica ZAGOR, il quale, pur riuscendo a evitare il tremendo impatto, viene ferito al braccio sinistro. L'animale cerca allora di colpire il Nostro con gli zoccoli, ma l'eroe si scansa nel momento giusto e fugge via. L'alce, però, è più veloce di lui e lo carica nuovamente: anche stavolta ZAGOR riesce a evitare l'avversario, ma riceve tuttavia un colpo di zoccolo in testa e perde sensi. A questo punto, accade qualcosa d'inaspettato: l'alce, invece di uccidere lo Spirito con la Scure, si ferma all'improvviso. Forse nel cervello dell'animale – si legge nelle didascalie delle corrispondenti vignette – è scattato un meccanismo imprevisto da Basileo… …forse l'antica mansuetudine sta per prevalere sulla ferocia con cui l'alce è stato condizionato… . Sorpreso e irritato da questo comportamento, Basileo incita l'alce a uccidere ZAGOR, che proprio in quel momento riprende i sensi.

Zagor n. 185, dicembre 1980. Disegno di Ferri
Zagor uccide il gigantesco alce – ZGR 185, p. 90

Uno dei falconi ferisce Zagor – ZGR 185, p. 95

Con un astuto trucco, Zagor neutralizza l'ultimo falcone – ZGR 186, p. 5


Il ruminante, ritornato aggressivo, carica per la terza volta l'eroe, il quale, ormai deciso a vendere cara la pelle, gli scaglia contro la scure, sfondandogli il cranio. Superata questa terza prova (che era stata invece fatale all'amico trapper Zed Molewsky), ZAGOR riprende il cammino ed entra in un'enorme voliera che ospita cinque micidiali falconi ammaestrati. Il loro corrispettivo sono gli Uccelli del lago Stinfalo (o, semplicemente, Uccelli Stinfali), i quali, oltre a becco e artigli di bronzo, avevano penne taglienti come punte di lancia. Gli Stinfali di Basileo si gettano in picchiata su ZAGOR: quattro di essi vengono abbattuti dal Nostro a colpi di scure, ma il quinto e ultimo rapace riesce a disarmare l'eroe, strappandogli l'arma con gli artigli. ZAGOR allora, ricordandosi come vengono addestrati i falconi cacciatori, si toglie la casacca e se l'arrotola sul braccio sinistro; quindi estrae dalla tasca un fazzoletto, per usarlo come cappuccio. Il trucco del Nostro funziona: invece di attaccarlo, infatti, il falcone si posa sul suo braccio e si lascia coprire la testa con il fazzoletto. Sogni d'oro, passerotto!, esclama ZAGOR, facendo posare sul ramo di un albero l'ormai mansueto rapace.
Dopo i falconi, è la volta di un grosso cinghiale (ispirato ovviamente al Cinghiale di Erimanto), che viene ucciso da ZAGOR con una rudimentale lancia, e di spaventose visioni – alberi animati, draghi, dinosauri e altre inquietanti creature - provocate dalle esalazioni di una palude.

Zagor si appresta a colpire l'aggressivo cinghiale - ZGR 186, p. 9

Le spaventose visioni provocate dai vapori della palude - ZGR 186, p. 15

Basileo mostra a Zagor lo sfortunato lupo-tigre - ZGR 185, p. 49

Scultura in bronzo di Giambologna (1529-1608), raffigurante Ercole e il cinghiale di Erimanto


Inizialmente, ZAGOR crede che tali mostri siano reali e, vedendosi circondato, viene preso dal panico; l'apparizione del defunto amico Big Hopper (che era stato divorato dal LEONE DI BASILEO) gli fa però capire che si tratta appunto di allucinazioni. Superata anche questa sesta prova (che – a differenza delle precedenti - non ha alcun legame con le Dodici Fatiche), ZAGOR si ribella al folle Basileo e salta direttamente, per così dire, all'ultima fatica, affrontando il già menzionato CERBERO. Ignoriamo, pertanto, contro quali altri mostri avrebbe dovuto combattere il Nostro se avesse deciso di affrontare tutte le fatiche. Di sicuro, tra gli avversari di ZAGOR non ci sarebbe stato il lupo-tigre, la più grottesca e improbabile creatura di Basileo. A metà della storia, il mad doctor conduce ZAGOR nel suo laboratorio e gli mostra il corpo senza vita del suddetto ibrido, la cui testa (di tigre) è forse più pesante del corpo stesso (di lupo).

Massimo Capalbo

N.B. Trovate i link alle altre parti degli Zagor Monsters sulla Mappa!

3 commenti:

  1. "Il tesoro maledetto" nell' ultima parte si ben prodiga di effetti speciali e ben sfrutta il colore! XD Come fanno anche "Il ponte dell' arcobaleno" e "Magia indiana". Quest' ultimo godibile, ma come qualcuno ha fatto notare, a tratti sembra un trailer della serie! XD
    Bella sia l' apertura che la chiusura della storie e Digging Bill e Cico formano una bella coppia! ^^ Avevo letto che l' ultima del Sergione era TDSP e quindi rimasi perplesso nel comprare quest' albo e vedere... testo di G. Nolitta! °_O XD Ero dubbioso ed infatti qualche anno dopo ho scoperto che è di Sclavi.

    " L'Intergalactic Bar di FantaCico è chiaramente ispirato alla Mos Esley Cantina, la taverna che compare in Guerre stellari (George Lucas, 1977)"

    Stessa cosa che ho subito pensato io! ^^ Chissà se la scena di Cico che si sbaffa Kokodix il Sergione l' avrebbe approvata ad altri! XD
    HC è invece un misto di esagerazione e genialate come le sopracitate vignette di Cico portato in trionfo e la citazione al quadro. ^^ Tra l' altro proprio nel 90 debuttava il frontespizio di DD di Stano!
    Se per LNDD e "Tenebre" c' era solo da elogiare il mitico e compianto Capone, qui, dispiace dirlo visto che aspettative avevo ai tempi della prima lettura della storia, ma siamo di fronte a mio avviso ad un flop. La prima parte in realtà è anche interessante visto che sfrutta in pieno (dopo la "piccola" parte ne "La strega rossa) il genere "disaster" per la prima volta (e anche dopo avremo pochissime storie del filone). Si avverte prima tensione e poi drammaticità. Peccato che nella seconda si passi a tutt' altro con Diablar che da indovino "pazzo" passa a Mefisto di serie C. E ancora non capisco perché sin dall' inizio ce l' abbia con Zagor che ha preso le sue difese! Mah! Come se non bastasse c' è chi ha fatto notare che ha un bagaglio di espressioni veramente esagerate! XD Altra cosa curiosa è che il vecchio saggio prenda come allievo l' indiano indovino o pseudotale che avrà più o meno i suoi stessi anni! °_O Almeno abbia Montag, un personaggio ben caratterizzato che avrebbe meritato ben altra storia e di cui non ci sarebbe stato e ci starebbe male un ritorno.
    Ben meglio "Oro maledetto", curiosamente affidata all' altrettanto compianto Gamba che tutto pare tranne un disegnatore horrorifico XD.
    Bene il mistero, ma la parte in cui Zagor insegue e si confronta con i banditi è effettivamente un po troppo lunga. Ci rifacciamo però con gli zombie cui il disegnatore ha donato una melifua e inquietante espressione e l' indianone fa la sua figura.
    C' è chi pensa che addirittura LSDTH sia la peggiore di Boselli! XD Seppur inferiore alle precedenti due con Cain, a me è piaciuta. Avventura, action, magia... davvero un bell' intreccio!
    Ah, ah! Non ricordavo la gag di Cico con gli zombie! XD E c' è chi dice che Boselli non sappia utilizzare il pancione! °_O
    L' ultima parte de IRDC con l' assalto degli zombie mi esaltò! XD Davvero spettacolare la tavola di Andreucci sopracitata! Poi vorrei parlare di un "personaggio" non tanto citato di solito e cioè il mitico juju o come kaiser di scrive, lo scettro del re di cui entrano in possesso i nostri. XD
    Che chicche che si scoprono come sempre dai vostri articoli! XD

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  2. La prima storia di "Burattini" dopo la gag di Cico ^^ ha una prima parte misteriosa e più western con una seconda molto d' azione ed avvincente dove l' orrore finalmente si mostra! Davvero bella la narrazione divisa su tre fronti nell' ultimo albo! Poco prima era uscita l' altrettanto bella "Le creature delle acque morte" e questo dimostra, come detto, come lo stesso soggetto possa ispirare più avventure senza ripetizioni! Da dire che quando Burattini scrisse la sua, ancora non era uscita quella di Toninelli!
    Curiosità su "L' orribile mutazione". Uno di quegli albi che assieme a "Terra maledetta", "Il padrone del tempo" e "La laguna dei morti viventi" uscì ad inizio anni 2000 anzitempo dall' elenco arretrati rispetto ad altri anche precedenti! Menzione soprattutto per il 367 che era uscito solo 6 anni prima! Mah! Ho scoperto che successe lo stesso anche con MN 92 e 93, esauriti già nell' 87! Misteri Bonelli! Sapete che era successo per questi albi dei due personaggi di GN? Distribuzione più limitata?

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  3. Per quanto riguarda i nn. 92-93 di Mister No, il loro rapido esaurimento fu dovuto, a quante ne so, a una tiratura più limitata. Penso, pertanto, che anche gli albi di Zagor da te citati si esaurirono in fretta per lo stesso motivo.

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