giovedì 5 marzo 2015

ZAGOR MONSTERS - "M" (I PARTE): DA "MEDUSE VOLANTI" A "MOKELE-MBEMBE"! PROTAGONISTI I "FUORI - SERIE"!

di Massimo Capalbo

E dunque, come The Dark Side of Tex e L'Atlante di Mister No, anche Zagor Monsters raggiunge la lettera "M" (1a parte): i tre dizionari dedicati agli immortali eroi di GL e Nolitta che l'infaticabile Max Capalbo sta portando avanti dal giugno del 2013 - con grandissimo successo nel web, a partire da siti e pagine bonelliane ufficiali - si sono affiancati e d'ora innanzi dovrebbero procedere di pari passo! Vi ricordiamo che le immagini sono state scelte da Capalbo in persona (salvo le due introduttive, tratte da Internet, per le quali sono "colpevoli" i vostri umili redattori, che si cospargeranno il capo di quaresimali ceneri qualora avessero sbagliato a citare le fonti). Buona lettura - con queste tre, orrorifiche Voci con la Scure! (s.c. & f.m.)


Un evocativo Zagor di Chiarolla "pescato in rete" sul sito PQEditori


LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"!

Una sensualissima interpretazione di Zagor, opera del maestro Chiarolla - dal suo sito personale


M (parte I)

MEDUSE VOLANTI
MEXON, GOWAN e XANOR
MOKELE-MBEMBE


MEDUSE VOLANTI 

Tra i più singolari mostri di Spedizione di soccorso (J. Rauch [sog.&scen.] – G. Sedioli [dis.], Maxi Zagor n. 21), seconda storia zagoriana ambientata nella Terra-da-cui-non-si-torna. Dotate di tentacoli ricoperti da un acido che scioglie la carne come il burro, queste meduse riescono a volare riempiendosi di gas come palloni (in maniera simile, quindi, alle IGUANE VOLANTI) e vivono in un luogo della suddetta regione molto particolare: una spianata rocciosa all’interno di un cratere vulcanico percorso da vapori di zolfo che rendono l’aria irrespirabile.

Maxi Zagor n. 21, gennaio 2014. Disegno di Ferri

Le meduse volanti attaccano, ma Staggler e Colter le uccidono facilmente - ZGR Maxi 21, p. 235


Sono tre le sequenze in cui le meduse volanti compaiono: nella prima, due di esse - sbucate dalle grotte che si aprono nelle pareti del cratere - attaccano il gruppo formato da CICO, lo scienziato Mayer, gli scagnozzi di mister Davenport e il loro complice Staggler, ma vengono uccise a fucilate da questi ultimi; nella seconda, una medusa salva incidentalmente la vita a ZAGOR, avvolgendo tra i suoi tentacoli uno dei suddetti scagnozzi, il barbuto Colter (che stava appunto per sparare all’eroe), e facendolo precipitare in una voragine; nella terza, altre meduse sbucano fuori dalle loro grotte, ma ZAGOR, CICO e Mayer riescono a mettersi in salvo. 

Lo scienziato Mayer osserva da vicino i bizzarri animali - ZGR Maxi 21, p. 236

Il malvagio Colter finisce vittima di una medusa volante - ZGR Maxi 21, p. 256
 

MEXON, GOWAN e XANOR 

Compaiono per la prima volta in Fantacico (G. Nolitta [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], Speciale Cico n. 5) e sono tre scienziati ribelli di Babelia, un pianeta distante due milioni di anni luce dalla nostra galassia. Quando CICO si teletrasporta involontariamente su Babelia e si materializza nel loro laboratorio azimutale, i tre – che attendevano l’invio, da parte dei loro alleati AKKRONIANI, di un agente speciale con il compito di eliminare il tiranno Kokodix – restano sorpresi nello scoprire che il pancione non è un abitante di Akkron, ma un essere appartenente a una razza del tutto sconosciuta. Poiché le parole di CICO – definito da Xanor il frutto di un miscuglio galattico - sono per loro incomprensibili, Gowan fa indossare al messicano il traduttore universale, delle speciali cuffie in grado di tradurre in babeliano qualsiasi lingua del cosmo. Grazie a questo apparecchio, CICO riesce a spiegare ai tre alieni da dove proviene e come è arrivato sul loro pianeta; inoltre, dice loro di voler subito ritornare sulla Terra. Mexon e i suoi compagni gli rispondono che lo rispediranno a casa solo dopo che avrà ucciso Kokodix. CICO è sconcertato, ma i tre gli dicono che non deve avere scrupoli morali: Il tuo, più che un assassinio, sarà, un atto di giustizia!, afferma infatti Xanor.

Speciale Cico n. 5, ottobre 1983. Disegno di Ferri
I tre ribelli di Babelia non riescono a capire che razza di creatura sia Cico - Speciale Cico 5, p. 21


Il terzetto consegna quindi al messicano l’arma con cui giustiziare il despota: la pistola multivalente, i cui raggi – gli spiega Gowan - sono regolabili a seconda delle caratteristiche cellulari della vittima prescelta. I tre consegnano a CICO anche il libretto di istruzioni, per consentirgli, una volta che si troverà davanti a Kokodix (il cui aspetto è ignoto sia a loro che a tutti gli altri abitanti di Babelia) di regolare il raggio in modo da renderlo mortale. Per esempio, se è un Arturiano spingerai il pulsante “Alfa”., gli dice Gowan; Se è un Regeliano tirerai la levetta “Beta”., gli dice invece Mexon. Ohi! Ohi! La testa mi sta già scoppiando! – esclama CICOMa, ora che ci penso… forse le vostre spiegazioni mi sembrano un po’ troppo difficili perché sono a stomaco vuoto!... …Quindi non avreste qualcosa da buttare nello stomaco?. I tre, dopo aver capito meglio cosa il messicano intende dire, lo avvertono che, pur potendo soddisfare immediatamente la sua fame, i loro sistemi di alimentazione sono molto diversi da quelli terrestri. CICO teme allora che, al pari degli AKKRONIANI, anch’essi vogliano rifilargli una pasticca o una siringa, ma i suoi timori scompaiono quando Gowan gli porge una sorta di tridente. Una forchetta… un po’ strana ma pur sempre una forchetta… …e se ci sono delle punte vuol dire che c’è qualcosa da infilzare… - dice il Nostro, osservando il curioso oggetto - Eh! Eh! Eh! Ma il coltello, non mi date il coltello? Si tratta forse di alimenti per i quali non occorre il coltello? Spezzatino di vitello, per esempio, oppure polpette, oppure… .

Per installargli in bocca il minitraduttore, Mexon usa sul malcapitato Cico l’estrattore galattico Zeta-Tre – Speciale Cico 5, p. 41


Gowan e Mexon gli spiegano che il suddetto strumento è un catalizzatore ergogastronomico, non una forchetta. E ora passo all’erogazione di energia., dice Mexon, il quale, spingendo una levetta, fa partire un raggio che colpisce il catalizzatore, trasmettendo a CICO una specie di scossa elettrica che lo fa cadere a terra. E allora? Ti senti abbastanza rifocillato, adesso? L’energia che ti abbiamo trasmesso è sufficiente a sostenere uno di noi per tutto un giorno… - gli dice Xanor - …Ma se ti sembrava troppo scarsa possiamo erogartene un’altra porzione. CICO ovviamente rifiuta, affermando di essere già sazio. A questo punto, i tre dicono al messicano che è necessario strappargli un dente, perché al suo posto va collocato un minitraduttore, essendo il traduttore universale troppo visibile. …No!!! I denti no!!! Fatemi quel che volete, ma risparmiatemi i denti! Ho sempre avuto una paura folle del dentista, io!, implora CICO. I tre lo rassicurano, dicendogli che non sentirà il minimo dolore, dato che useranno l’estrattore galattico Zeta-Tre. La più recente scoperta della tecnologia babeliana, dice Xanor; la più alta espressione della scienza medica di tutti i tempi, aggiunge Gowan. CICO si lascia convincere, pensando che si tratti di un apparecchio sofisticato come quelli mostratigli in precedenza, ma il tanto decantato estrattore si rivela essere invece una grossa e rudimentale tenaglia, la cui vista getta nel terrore il povero pancione.

Gowan sbalordisce Cico, facendo tornare la pistola multivalente alla sua forma originaria - Speciale Cico 5, p. 45

Davanti agli occhi esterrefatti dei tre Babeliani, Cico divora l’erede di Kokodix - Speciale Cico 5, p. 118


Mentre Xanor e Gowan lo tengono fermo, Mexon effettua la dolorosa estrazione. Puah… andate al diavolo voi e la vostra tecnologia babeliana!, esclama CICO, lasciando però impassibili i tre, i quali - dopo avergli detto che, per avvicinare Kokodix, deve solo recarsi all’Intergalactic Bar e farsi arrestare dagli agenti del tiranno – gli danno altre dimostrazioni della succitata tecnologia. Stavolta, però, si tratta di strumenti davvero strabilianti: il neutralizzatore a fotoni, la pressa plastico-ammorbidente, il liquido anemo ricostituente e l’aspiratore centrale. Con i primi tre, Gowan trasforma la pistola multivalente in una striscia metallica, in modo da permettere a CICO di girare armato senza che le guardie di Kokodix lo scoprano. La pistola, così ridotta e nascosta sotto la camicia, sfuggirà a ogni perquisizione manuale o meccanica… - spiega Gowan a CICO - …ma tu, esponendola all’aria per sette secondi […] la vedrai tornare tridimensionale ed efficiente come era prima della mia cura!. L’arma, infatti, ritorna nella sua forma originaria, e ciò lascia stupefatto il messicano, che viene poi avvolto in una specie di bolla d’aria e risucchiato dal già citato aspiratore centrale, un lungo tubo verticale che sbocca all’esterno del laboratorio. L’espulsione di CICO è resa difficoltosa dalla sua mole e riesce solo quando Gowan aumenta la pressione di spinta a ben novantamila anemo dinamo.

Speciale Cico n. 6, maggio 1990. Disegno di Ferri


Dopo varie peripezie, CICO porterà a termine la missione affidatagli (il temutissimo Kokodix si rivelerà essere un banale pollo - vedi MOSTRI DI BABELIA); non solo, ma farà fuori anche l’erede del tiranno: un semplice uovo, che Mexon e i suoi compagni ribelli non sanno nemmeno cosa sia. Alla fine, i tre manterranno la loro promessa, rispedendo CICO – con il teletrasporto – a Darkwood. Qui, in una spassosa scena, il messicano, urtando accidentalmente contro ZAGOR, perderà il minitraduttore che aveva in bocca, il che gli impedirà di dimostrare all’amico – che non crede al suo racconto - di aver vissuto davvero un’avventura extraterrestre.
Il terzetto babeliano ritorna in Horror Cico (T. Sclavi [sog.&scen.] – F. Gamba [dis.], Speciale Cico n. 6), dove, però, Xanor e Gowan hanno un ruolo assai più marginale rispetto a Mexon, il quale è addirittura il villain principale della storia. Costui – che ha preso possesso del castello di DRACULA e lo ha teletrasportato a Darkwood - fa rapire CICO da FRANK ‘NSTIN, uno dei suoi mostruosi alleati. Vedi, Cico, dopo che tu uccidesti Kokodix, io e gli altri due ribelli […] volevamo formare un triumvirato per governare la galassia… e questo naturalmente non era possibile…, racconta Mexon al Nostro. Uh… e perché? Eravate appunto in tre!, osserva CICO, e Mexon: Già, ma ognuno di noi voleva formare il triumvirato da solo! Alla fine, la spuntò Xanor, che uccise Gowan… io riuscii a salvarmi e fuggi qui, sulla Terra, insieme ad alcuni amici che mi erano rimasti fedeli […] Atterrammo con la nostra astronave in un posto chiamato Transilvania, sito in un altro posto più grande chiamato Europa… e ci stabilimmo in questo castello… .

Per convincere Cico che non sta sognando, Mexon gli mostra il sistema infallibile che i Babeliani hanno scoperto dopo millenni di studi: il pizzicotto! – Speciale Cico 6, p. 29


Mexon intende tornare su Babelia per rovesciare l’ex alleato, ma il cervello elettronico della succitata astronave – la quale è nientemeno che una Ford T - si è rotto, ed egli ha pensato quindi di sostituirlo con il cervello di CICO, l’eroe di Babelia. Tre sono i tentativi compiuti invano da Mexon, nel corso dell’avventura, per riversare la materia grigia del messicano nel motore della bizzarra astronave. Il primo tentativo fallisce perché CICO - cui Mexon fa indossare delle cuffie collegate al suddetto motore - scappa un momento prima che l’alieno abbassi la leva mediante la quale gli avrebbe asportato il cervello e disintegrato il resto del corpo. Il secondo tentativo fallisce, invece, perché l’astronave stessa avverte Mexon che nel cranio di CICO non è presente alcun cervello. Il terzo tentativo – che Mexon compie dopo aver fatto consumare al messicano un pranzo che definire luculliano è dire poco (Con la pancia piena, il mio cervello diventa gigantesco!, aveva detto infatti CICO, tradendosi), non si conclude nemmeno, giacché, all’improvviso, attraverso una colonna di teletrasporto, nel castello si materializza Xanor. Questi rivela allo sbalordito Mexon di conoscere già i suoi piani, grazie a una telecamera che ha nascosto nell’astronave. E’ vero, Xanor, volevo tornare su Babelia per ucciderti… ma ora ho cambiato idea! […] – dice Mexon - Non è più necessario tornare su Babelia, poiché sei venuto tu da noi… e possiamo tranquillamente ucciderti qui, visto che tu sei solo e noi siamo in tanti!. Proprio in quel momento, infatti, arrivano il ciclope POLICARPO e l’enorme ROCK.

Mexon e Xanor si scagliano contro Gowan, convinti che sia ancora il tiranno di Babelia - Speciale Cico 6, p. 115

Gowan mostra ai suoi compagni la foto del nuovo tiranno - Speciale Cico 6, p. 116


Francamente, sei più stupido di quanto credevo, Xanor! E guarda che credevo un bel po’!, aggiunge Mexon. Ah! Ah! Tu, invece, Mexon, a una gara di idioti arriveresti secondo! E sai perché solo secondo e non primo? Perché sei un idiota!... – risponde Xanor - …Solo un idiota che arriva secondo a una gara di idioti poteva pensare che mi sarei cacciato in trappola così… …guarda, Mexon!. Azionando un telecomando, Xanor fa comparire dalla colonna di teletrasporto un’orda di giganteschi mostri, la sua scorta personale. P-per tutte le galassie! E’ la fine!... – esclama MexonE sia! Ma venderemo cara la pelle!. In realtà, Xanor non ha intenzioni ostili: Non sono venuto fin qui per cercare guerra, bensì alleanza!, dice infatti al sempre più allibito Mexon, cui rivela poi di non essere più il triumviro di Babelia, giacché è stato tradito da colui che credeva un amico e che soprattutto credeva morto, vale a dire Gowan. In quel medesimo istante, dalla colonna di teletrasporto spunta – un po’ malconcio - proprio quest’ultimo, il quale rivela a sua volta a Mexon e Xanor – che già stavano per avventarsi contro di lui - non essere più il tiranno di Babelia. Sono sfuggito a stento alle guardie imperiali, che hanno restaurato l’antico regime, restituendo il potere alla famiglia Kokodix… …nella persona del suo ultimo rampollo… vediamo, dovrei avere qui una fotografia… . Gowan tira fuori la suddetta foto – che ritrae un uovo – e dice: Secondo me è un po’ giovane nel governare: avessi dovuto scegliere avrei preferito la vecchia gallina-madre, ma dicono che lui è venuto prima… .

I tre ribelli abbandonano a tradimento i mostri e si teletrasportano su un altro pianeta - Speciale Cico 6, p. 124

A questo punto, i tre decidono di ritornare alleati e, dato che CICO è l’eroe di Babelia, gli fanno una proposta simile alla precedente: tornare su Babelia con loro e uccidere il tiranno. Basta! Bastaaaaaa! Io non verrò su Babelia, e non farò fritto nessun uovo! Chiaro?, risponde CICO. E io ti disintegro, chiaro?, lo minaccia Mexon, puntandogli contro la sua pistola. Oh, al diavolo! E va bene! – esclama il messicano – Diventerò un Cico disintegrale, ma stavolta non c’è niente da fare! Ne ho fin sopra i capelli di voi, di Babelia e di tutte le vostre beghe! Spara, se ne hai il coraggio!... Ma non ti servirà a niente! Altri Cico verranno dopo di me, e non potrai sempre ucciderli tutti! Voi tre non siete ribelli! Siete voi i veri tiranni! Non volete servire il popolo, ma servirvene!. Detto ciò, CICO si rivolge ai mostri e li incita a ribellarsi contro il terzetto. La sua esortazione viene accolta con entusiasmo dalle creature, che acclamano il messicano loro leader. Vista la mala parata, i tre babeliani decidono di teletrasportarsi su qualche altro pianeta, abbandonando sulla Terra i poveri mostri. Questi ultimi verranno però consolati da CICO e, grazie all’apparecchio conservato da FRANK ‘NSTIN, si teletrasporteranno a loro volta nel tempo e nello spazio terrestri.

Locandina originale del film Due sotto il divano (Ronald Neame, 1980)

Curiosità: La frase Tu, invece, Mexon, a una gara di idioti arriveresti secondo! E sai perché solo secondo e non primo? Perché sei un idiota!... è una citazione del film Due sotto il divano (Ronald Neame, 1980). Riprende infatti, in maniera quasi identica, la frase che l’agente della CIA Miles Kendig (interpretato dal grande Walter Matthau) rivolge al suo ex capo Myerson (Ned Beatty): Sei così imbecille che se facessero le olimpiadi degli imbecilli, arriveresti secondo. Come, "perché?", ma perché sei un imbecille!.



MOKELE-MBEMBE 

Compaiono ne La regina della città morta (M. Boselli [sog.&scen.] – M. Laurenti [dis.], nn. 422-424) e sono grandi esseri vermiformi dalle abitudini carnivore, dotati di ventose abrasive e bava velenosa. Controllati dal negromante Vendhys, i Mokele-Mbembe assalgono il villaggio dei Bahmilè, uccidendo molti di essi e costringendo i superstiti a rifugiarsi altrove. Questi voraci vermoni attaccano poi - di notte e mentre sta dormendo - ZAGOR, il quale si è accampato con CICO e Digging Bill nei pressi del villaggio abbandonato. Le grida dello Spirito con la Scure (dovute all’aggressione ma anche al fatto che proprio in quel momento egli è in preda a un incubo premonitore – vedi KREEGAH) svegliano di colpo il messicano e il cercatore di tesori, i quali si muovono in suo aiuto.

Zagor n. 423, ottobre 2000. Disegno di Ferri
I Mokele-Mbembe attaccano Zagor nel sonno - ZGR 422, p. 90

Cico e Digging Bill lottano con famelici vermoni - ZGR 422, p. 91



CICO viene però assalito da un altro vermone, mentre Digging – che colpisce, con il suo pugnale, uno dei Mokele-Mbembe che ha attaccato ZAGOR – è aggredito a propria volta dai mostruosi animali. Mentre lotta con il suo vorace aggressore, CICO scopre casualmente che esso ha molta paura del fuoco: pertanto, improvvisata una torcia, il messicano allontana i Mokele-Mbembe avventatisi su Digging Bill. Quest’ultimo si procura anch’egli del fuoco e, assieme a CICO, libera ZAGOR dai restanti vermoni, che scompaiono nella foresta. Benché ferito dalle ventose dei Mokele-Mbembe e con il corpo ricoperto della loro bava velenosa, l’eroe mostra una straordinaria resistenza al suddetto veleno. Questa sua resistenza desta meraviglia nei Bahmilè, con cui i tre entrano in contatto il mattino dopo; tuttavia, ZAGOR guarisce completamente dal veleno dei vermoni solo grazie a Marie Laveau, che lo cura - nel palazzo reale di Songhay - con speciali sostanze da lei fabbricate.
I Mokele-Mbembe ricompaiono anche in seguito: prima, nella scena in cui Marie scopre che, nel tempio sotterraneo del palazzo, il suo alleato Vendhys, allo scopo di evocare il GRANDE VERME, getta in pasto ai vermoni – tenuti in un grande pozzo – uno dei guerrieri di Songhay (un sacrificio crudele nonché inutile, perché – come dice la mambo al negromante - i Mokele-Mbembe, per quanto mostruosi, sono solo animali e non hanno alcun rapporto con le divinità oscure); poi nel convulso finale, dove proprio Marie – drogata dall’infido Vendhys – fa gettare in pasto ai mostri alcuni prigionieri Bahmilè.

Cico allontana con il fuoco i Mokele-Mbembe, salvando Zagor - ZGR 422, p. 93

Zagor n. 424, novembre 2000. Disegno di Ferri

Il negromante Vendhys dà in pasto ai Mokele-Mbembe uno dei guerrieri di Songhay - ZGR 424, p. 47

Un Mokele-Mbembe si avventa su Marie Laveau - ZGR 424, p. 94

 
Rischiano poi di essere divorati dai Mokele-Mbembe – come abbiamo già scritto nella voce GRANDE VERME - la bella Denise Lafitte (che viene salvata dal fidanzato Jacques Lassalle) e la stessa Marie, spinta nel pozzo da Vendhys. A salvare la mambo sarà ZAGOR, grazie anche all’aiuto di Van Sutter e dei succitati Denise e Jacques.
Curiosità: Come il GRANDE VERME, anche i Mokele-Mbembe sono di ispirazione lovecraftiana: richiamano alla mente, infatti, i Dhole del racconto Attraverso le porte della chiave d’argento (1932) e i Bhole del romanzo La ricerca della sconosciuta Kadath (1927), che però hanno dimensioni assai maggiori. Tuttavia, il nome dato da Boselli ai vermoni non ha nulla a che vedere con Lovecraft: il Mokele-Mbembe (Colui che ostacola il corso dei fiumi) è una fantomatica creatura – una sorta di redivivo apatosauro (quello che una volta era chiamato brontosauro) - che vivrebbe nelle paludi del Likouala (Repubblica del Congo).
Tornando ai vermoni zagoriani, salta all’occhio la poca somiglianza che c’è tra i primi e i secondi, ovvero tra quelli che, all’inizio dell’episodio, attaccano ZAGOR, CICO e Digging Bill, e quelli che si trovano nel tempio sotterraneo di Songhay. Questi ultimi, a differenza degli altri, sono privi di ventose e hanno denti aguzzi, tanto da sembrare una versione ridotta del GRANDE VERME. E’ possibile che essi siano gli adulti della specie (come peraltro sospettano CICO e Digging Bill, in base al fatto che le tracce lasciate dai loro aggressori sono più piccole di quelle trovate al villaggio dei Bahmilè), ma se così fosse avrebbero dovuto avere dimensioni maggiori.

Zagor racconta alla mambo come è riuscito a salvarla dal terribile vermone - ZGR 424, p. 96

Il Dhole, mostro vermiforme lovecraftiano

Il Mokele-Mbembe, fantomatico dinosauro del lago Tele (Congo), rovescia una canoa e i suoi occupanti


Massimo Capalbo


N.B. trovate i link alle altre lettere e voci di Zagor Monsters sulla Mappa

1 commento:

  1. Preferisco altri special Cico, ma il fanta è comunque divertente e con qualche trovata politicamente scorretta. XD Poi ben reso l' ambiente così come le creature di Babelia!
    Se su Zagor Sclavi aveva utlizzato Cico prevalentemente in maniera classica, nell' horror si sbizzarrisce con palate di "mostri" e umorismo verbale alla massima potenza! Divertente e originale, ma non per tutti i gusti in effetti! C' è chi lo considera uno dei peggiori!
    "La regina della città morta" l' ho sempre trovata un po inferiore al ritorno di Cain, ma è comunque una storia più che buona! Si respira l' aria dell' intricata giungla africana e come vicenda è alquanto tenebrosa! Quei vermoni mi hanno fatto sempre ribrezzo! Piuttosto inquietanti! Povero Zagor quando se li ritrovano addosso! Il nostro che combatte con il grande verme riprendendosi la sua identità è epicità allo stato puro! ^^
    Peccato solo che la trasferta africana sia stata così corta e le storie non troppo lunghe.

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