mercoledì 7 gennaio 2015

JE SUIS DIME WEB!

di Francesco Manetti

Non ci sono "se", "ma", "però", "perché"... Non ci sono buonismi, correttezze politiche, distinguo che tengano... Nulla. Solo una considerazione: i bipedi che hanno compiuto l'ignobile e vigliacca strage di fumettisti (che non potevano certo rispondere al fuoco...), i loro accoliti, quelli che li sostengono, li fiancheggiano e li proteggono, quelli che per loro trovano adesso mille scusanti e giustificazioni, tirando in ballo disagio, povertà, etc... ebbene, quei bipedi sono la feccia del Mondo e come tali andrebbero trattati. E la stessa sorte dovrebbe toccare ai loro finanziatori e addestratori, e a chi li ha armati (nomi insospettabili e alte cariche statali).
Punto e basta.
E la seguente carrellata di copertine, un omaggio al sangue sparso sulle vignette, vuol rispondere a una semplice domanda (perché tante altre altre, ora che al commando di morte è stata tappata la bocca per sempre, rimmarranno irrisolte): ce l'avevano, quelli dell'ebdomadario parigino, solo con l'Islam, oppure, da buon giornale satirico libero e libertario, anarchico (forse anche eccessivo) prendevano per i fondelli un po' tutti... ?














Il celebre motto


N.B. trovate i link agli altri post extrabonelliani su Cronologie & Index!

8 commenti:

  1. "quelli che per loro trovano adesso mille scusanti e giustificazioni, tirando in ballo disagio, povertà, etc..."
    Uno dei primi che nel nostro Paese ha trovato scusanti e giustificazioni ai terroristi è stato - com'era facilmente prevedibile, anzi: scontato, per chi conosce le sue idee - il "ribelle" Massimo Fini, appassionato cantore delle gesta dei Talebani afghani (ai quali non ha mai mosso nemmeno una, dicasi una, critica!), degli Ayatollah iraniani (idem) e di tutti coloro che si oppongono al "perfido" Occidente, nonché convinto terzomondista. In un'intervista al quotidiano online Intelligo News (http://www.intelligonews.it/assalto-a-parigi-m-fini-lattacco-e-conseguenza-della-politica-aggressiva-delloccidente-contro-lisis/), Fini afferma "che noi abbiamo invaso l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia. E loro hanno tutto il diritto di difendersi. Avevo scritto tempo fa che l’Isis avrebbe portato la guerra qui e alla fine l’hanno fatto e questo è la diretta conseguenza del fatto che mentre parliamo aerei americani continuano a bombardare le postazioni dell’Isis, uccidendo guerriglieri, come è normale, ma anche molti civili. [...] Noi vediamo solo i nostri, di morti, mai quelli degli altri. Noi vediamo solo la nostra parte. E’ questo il problema… ."
    Ora, a parte il fatto - molto significativo, a mio avviso - che Fini non esprime il benché minimo cordoglio per le vittime dell'attentato parigino (fosse anche un cordoglio di circostanza), le spiegazioni che fornisce riguardo a quanto accaduto ieri sono poco convincenti, per non dire peggio. Anzitutto, è evidente che Charbonnier e compagni non sono stati uccisi a causa delle invasioni menzionate dal nostro "ribelle", ma semplicemente perché hanno osato ironizzare con le loro vignette su Maometto e l'Islam. Ignorare il movente principale, se non unico, della strage è, a mio avviso, segno di malafede. Peraltro, quando Fini cita l'Iraq e la Libia, non sa - o meglio: finge di non sapere - che è davvero impropabile che l'Isis abbia voluto vendicare l'intervento occidentale nei suddetti Paesi: infatti, è proprio grazie alla cacciata di Saddam Hussein che lo Stato Islamico è nato e ha potuto espandersi in una consistente porzione del territorio iracheno; ed è grazie alla cacciata di Gheddafi che i movimenti fondamentalisti legati all'Isis, ad Al Qaeda ecc. hanno potuto insediarsi in Libia. Paradossalmente, insomma, i fondamentalisti islamici devono ringraziare le poco lungimiranti politiche della Nato se oggi sono più forti di prima, altro che vendetta per le invasioni in questione!
    Ad ogni modo, sono sicuro che, qualora queste invasioni non ci sarebbero state, Fini e quelli che la pensano alla sua maniera avrebbero tirato in ballo, per giustificare i terroristi, la prima Guerra del Golfo oppure l'appoggio occidentale a Israele, senon addirittura le Crociate! Il succo è che, sia esso carnefice o vittima, l'Occidente è sempre colpevole, l'Occidente se l'è comunque cercata, il "povero" Islam è sempre vittima, l'Islam non fa altro che difendersi.


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  2. Francesco Manetti11 gennaio 2015 00:36

    Non è colpa dell'Occidente, ma di quella farsa di occidente creata dal signor Obamo Baracchi: finanzia gruppi islamisti in funzione anti-assad, anti-gheddafi, anti-mubarak. Poi gli sfuggono di mano. E questi sono i risultati. Pessimi, a dir poco!

    F.

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  3. Ricordati che stai parlando di un premio Nobel per la pace! :-)

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  4. Perlatro, com'è accaduto con l'11 settembre e com'era prevedibile, è già iniziato il più sciacallesco è delirante complottismo sulla strage. I dietrologi in questione, oltre a dire più o meno esplicitamente che i vignetti hanno avuto quel che meritavano, sostengono che la jihad non c'entra nulla e che l'attentato è stato in realtà pianificato dai sevizi segreti francesi, in combutta con quelli israeliani, allo scopo di isolare il Front Nationale e aizzare l'opinione pubblica occidentale contro l'Islam, avvantaggiando così Israele.
    http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=100001http://effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=311751&Itemid=100021

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  5. Ciao ragazzi vi seguo sempre con piacere, essendo un appassionato lettore bonelliano e ho notato che avete cambiato il titolo di questo post, che originariamente era Je suis Charlie (come ancora si nota nell'intestazione: http://dimeweb.blogspot.it/2015/01/je-suis-charlie.html)
    Scusatemi ma non capisco il perchè.
    Fulvio 58

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    1. Siamo stati attaccati dagli hacker del cybercaliffato!

      Ovviamente no, e la spiegazione è più semplice e ben poco misteriosa. Ed è duplice:

      1) Motivo prosaico: passate poche ore dalla pubblicazione del post il motto "je suis charlie" (che io avevo letto inizialmente solo sul sito del periodico) era praticamente ovunque e temevo che il nostro piccolo omaggio agli eroi di Charlie Hébdo passasse inosservato nel magma dei motori di ricerca; ci teniamo a far sentire la nostra voce e dunque un cambio del titolo poteva servire a differenziarci;

      2) Motivo profondo: il motto "je suis charlie" stava ormai diventando quasi come un mantra di una nuova religione, di un nuovo feticismo, preghiera che tutti erano obbligati a ripetere per non essere tacciati di insensibilità nei confronti dei caduti. Ed essendo i fumettisti e i vignettisti di Charlie Hébdo morti proprio per avere avuto verso le religioni un atteggiamento irriverente, goliardico e simpaticamente anarchico, a un certo punto ripetere anche su Dime Web lo stesso motto, ripetuto miliardi di volte dappertutto, mi era sembrato - questo sì - irrispettoso dello spirito stesso del settimanale, un giornale contario a ogni irreggimentazione!

      Tutto qui!

      Francesco Manetti

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    2. Comunque, ho aggiornato il post, inserendo l'ultima copertina (la prima dopo la mattanza) e il celeberrimo cartello nero con la dichiarazione d'appartenenza e identità!

      Francesco Manetti

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