giovedì 27 novembre 2014

THE DARK SIDE OF TEX! "M", II PARTE: "MAÎTRE ANDRÉ" E "MAKANDRA"!

di Massimo Capalbo

Seconda parte, con altre due inquietanti voci, per la lettera M di The Dark Side of Tex, l'enciclopedia dei mostri affrontati dal Ranger e dai pards nel corso delle loro avventure. Ricordiamo che tutte le immagini di corredo al post sono state scelte dallo stesso Max Capalbo (autore anche degli altri due straordinari dizionari bonelliani di Dime Web, ovvero Zagor Monsters e L'Atlante di Mister No), eccetto quelle introduttive - tutte e tre firmate Pasquale Frisenda, "pescate in rete" e realizzate dall'artista fra il 2009 e il 2013. In questo caso i "colpevoli" sono i curatori che vi invitano a segnalarci al nostro indirizzo o tramite commento eventuali omissioni o inasattezze riguardanti le fonti! (s.c. & f.m.)





LEGENDA 
  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi del protagonista della serie, TEX, e quelli dei suoi pards – KIT CARSONTIGER JACKKIT WILLER - che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Atlante di Tex). 
  • Con l’unica eccezione di TÉNÈBRES, RAPHAEL, i personaggi dalla doppia identità sono stati indicati con la loro identità fittizia piuttosto che con il nome vero (ad es.:TAGLIATORE DI TESTE invece che BARRERA, JUANSVENTRATORE invece che BARLOW, SALLY).
  • Alcuni personaggi sono stati indicati con il soprannome piuttosto che con il nome vero (ad es.: COLORADO BELLE invece che MORROW, ALICEEL MORISCO invece che JAMAL, AHMED). Riguardo al citato EL MORISCO, la voce a lui dedicata è stata inserita sotto l’iniziale del soprannome vero e proprio – quindi la M -, invece che sotto la E, cioè l’iniziale dell’articolo. 
Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostrotitolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 265-268 viene indicata con il titolo del n. 267, Tex contro Yama, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a L’ombra di Mefisto (n. 265), La strega (n. 266) e I Figli del Sole (n. 268).




Nota sui collegamenti ipertestuali

The Dark Side of Tex è un "lavoro in corso" che si svilupperà nei prossimi mesi, abbracciando numerosi post - uno per ogni lettera dell'alfabeto - fino ad arrivare alla conclusione. I collegamenti ipertestuali fra le varie voci non saranno dunque possibili tutti e subito... e vi spieghiamo subito perché! Collegheremo con link diretti ogni riferimento ad altre voci dell'opera partendo necessariamente dalle voci già apparse. Ci preme dunque ribadire e sottolineare che, non essendo possibile creare link a post futuri, ricostruiremo tutti i link a ritroso solo quando sarà possibile. I link saranno però sempre e soltanto fra URL diverse e non all'interno di uno stesso post. Vorrete perdonarci (e segnalarci!) eventuali errori e omissioni! I link - essendo come abbiamo detto sopra fra URL diverse - porteranno sempre e comunque all'inizio di un altro post e non esattamente alla voce di riferimento. Per facilitare fin dall'inizio l'uso dell'opera, abbiamo creato una pagina apposita di collegamenti alle varie voci, alla quale potete accedere dovunque siate, andando sotto al logo Dime Web: anche in questo caso il link vi porterà al post giusto, scorrendo il quale troverete in un attimo la voce cercata!







M2
MAÎTRE ANDRÉ
MAKANDRA


MAÎTRE ANDRÉ

Il malvagio hungan (sacerdote) VUDU che compare ne I ribelli di Cuba (G. Nolitta [sog.] – M. Boselli [scen.] – O. Suarez [dis.], Speciale Tex n. 24). Nell’incipit della storia, vediamo Maître André presiedere, nelle paludi intorno a New Orleans, a una cerimonia in onore del dio Legba. L’apparizione improvvisa di due enormi serpenti nel tempio spinge l’hungan a interrompere la cerimonia e a mandare via i fedeli: egli ha infatti capito – a differenza del suo braccio destro, il possente Zambo - che gli spaventosi rettili sono latori di un messaggio dei loa. Maître André sente una voce che gli parla nella mente e chiede ai serpenti se essi sono i messaggeri del dio Damballah o del dio Shangó. E’ in nome di Shangó, Mastro André, che ti rivolgiamo la richiesta… - rispondono i rettili - …confidando che sarà eseguita, in nome della nostra comune fede negli antichi dei della Guinea… La nostra voce ti arriva di lontano, dall’isola dove si pratica il culto della “santeria”… [Cuba, nda]. L’hungan dice di aver sentito parlare di un solo uomo capace di compiere un simile prodigio, ma i serpenti gli proibiscono di pronunciarne il nome, ricordandogli che possono punirlo con la morte.

Tex Albo Speciale ("Texone") n. 24, giugno 2010. Disegno di Suarez
Davanti allo sbalordito Zambo, Maître André parla con i mostruosi serpenti del dio Shangó – Speciale TEX 24, p. 22


Che cosa vuoi da me?, chiede allora Maître André, e i serpenti rispondono: Il fuoco scriverà un nome… …è lui che vogliamo!, dopodiché scompaiono, e una torcia, spezzandosi e cadendo sul pavimento del tempio traccia il seguente nome: Matt Picard. Questi è il figlio tredicenne di Henri Picard, ricco piantatore della Louisiana, nonché uomo di fiducia del Segretario di Stato americano. Picard, come tutto il governo degli Stati Uniti, simpatizza per gli indipendentisti cubani, a uno dei quali – il suo amico Rafael Serrano, anch’egli un grande proprietario - ha inviato segretamente in passato un carico di fucili e munizioni. Di questo invio di armi è venuto a conoscenza lo stregone cubano Rayado, che comanda una banda di ribelli. E’ proprio Rayado ad aver ordinato a Maître André, nel modo che abbiamo descritto in precedenza, di rapire Matt Picard, in modo da costringere suo padre a inviare anche a lui un carico di armi. Per eseguire il compito affidatogli dal potente stregone, Maître André entra di nascosto nella tenuta di Henri Picard e consegna a Etienne, l’anziano maggiordomo, un wanga. Terrorizzato dal feticcio (secondo le credenze VUDU, chi lo riceve deve per forza obbedire all’hungan, altrimenti verrà trasformato in uno zombi), Etienne consente agli uomini di Maître André di rapire il piccolo Matt, sul cui letto viene lasciato un messaggio per suo padre, recante i simboli della santería. Picard si rivolge pertanto al suo vecchio amico messicano Montales, che a propria volta chiama in aiuto l’amico fraterno TEX, il quale giunge alla tenuta due settimane dopo il rapimento. Picard mette al corrente il ranger, che nota fin da subito lo strano nervosismo di Etienne. Durante la cena, il sempre più teso maggiordomo rientra nella sua camera e scopre che la domestica, Mamie, ha trovato il wanga.

Il fuoco scrive sul pavimento dell’humfó il nome di colui che Maître André dovrà rapire - Speciale TEX 24, p. 24

Etienne riceve dall’hungan il sinistro wanga - Speciale TEX 24, p. 27


Disperato, Etienne confessa la verità alla donna e, afferrato un coltello, la immobilizza con l’intenzione di ucciderla: Trovandoti morta accanto al feticcio penseranno che sei stata tu… e che ti sei uccisa per il rimorso, tagliandoti la gola!. Interviene però TEX, il quale, oltre a salvare la povera Mamie, costringe il maggiordomo – che poco dopo si suiciderà con il suddetto coltello, chiedendo perdono a Picard - a rivelargli i nomi dei rapitori e del loro capo. Quella stessa notte, TEX e Montales, accompagnati da due fedeli guardiani di Picard: Roger e Martin, si recano al Vieux Lavoir, una locanda frequentata abitualmente da due dei rapitori, Lame Joseph e Zachary Dobbs. Quest’ultimo, malgrado venga pestato da TEX, non parla; il terrorizzato Lame Joseph, invece, accetta di condurre i Nostri al covo dell’hungan, ma viene ucciso dal già citato Zambo, che poi fugge. Ad aiutare TEX è un altro cliente della locanda, il vecchio Marcel, il quale vuole vendicarsi di Maître André perché questi, dopo aver accettato le sue offerte, non ha pregato i loa affinché guarissero sua figlia, che quindi è morta. Guidati da Marcel, TEX e Montales – a cui si uniscono due cacciatori Cajun conosciuti al Vieux Lavoir – si addentrano nelle paludi. Gli uomini di Maître André tentano di fermare i Nostri, ma vengono quasi tutti uccisi. Tra coloro che la scampano c’è Zambo, che corre ad avvertire l’hungan. Pochi minuti dopo, TEX arriva con gli altri al santuario VUDU e, incurante delle minacce di Maître André, profana il tempio a fucilate. Zambo, allora, gli si avventa contro con il suo coltellaccio, ma il ranger lo stordisce con il calcio del winchester. Sistemato il gorilla, TEX colpisce l’hungan per costringerlo a rivelare dov’è il ragazzo.  

Tex si occupa a modo suo di Maître André - Speciale TEX 24, p. 95

Le fiamme di Shangó avvolgono l’hungan - Speciale TEX 24, p. 97

Le ultime, importanti parole di Maître André - Speciale TEX 24, p. 99


Chi… chi me l’ha richiesto abita molto lontano…, risponde l’impaurito Maître André, e TEX capisce subito che si riferisce a Cuba. Il ranger, però, vuole informazioni più precise e, per ottenerle, colpisce nuovamente l’hungan, che a questo punto invoca l’aiuto di Shangó. Il dio si manifesta, ma invece di aiutare Maître André, lo punisce, facendo scoppiare un incendio nel tempio e avvolgendo tra le fiamme l’hungan. TEX trascina via Maître André, ma per lui resta poco da fare. Prima di morire, però, l’hungan dice al ranger di cercare tra gli insurrectos cubani il mayombero, cioè – come TEX scoprirà in seguito – lo stregone RAYADO.
Curiosità: In un passaggio della scena iniziale che non abbiamo riportato, i serpenti di Shangó definiscono Maître André (il cui nome nella storia viene a volte italianizzato in Mastro André) il più grande bokor del vudu di New Orleans. Come si legge a p. 26 della Guida a vudu e macumba (cit.), il bokor è un hungan o mambo dotato di grandi conoscenze ma privo di scrupoli, che non esita a servire il male e a rivolgersi ai loa diab [i loa malvagi della famiglia petro, nda (vedi LOA)]. Per quanto riguarda il VUDU di New Orleans, va detto che, sebbene sia meno famoso di quello haitiano, può però vantare una delle figure storiche più importanti della suddetta città, la mambo Marie Laveau (1801?-1881). Si tratta di un personaggio ben noto ai lettori di Zagor, avendo ispirato l’omonima e bellissima strega – creata proprio da Mauro Boselli – che nutre un debole per lo Spirito con la Scure (e viceversa). 


Un famoso bokor cinematografico: Dargent Peytraud (Zakes Mokae), villain principale de Il serpente e l’arcobaleno (Wes Craven, 1988)

Tarocchi vudu di New Orleans

Marie Laveau, la celebre Voodoo Queen di New Orleans


 
MAKANDRA

I bellicosi cavernicoli che compaiono nella seconda parte de Le Terre dell’Abisso (G. L. Bonelli [sog.&scen.] – A. Galleppini [dis.], nn. 47-48). Barbuti, vestiti di pelli e armati di lance e mazze di pietra, i Makandra sono gli unici esseri umani che vivono nella valle ipogea esplorata da TEX, KIT e TIGER. I tre sono alla ricerca dei ragazzi indiani che, dopo essersi calati nella suddetta valle per procurare alla strega MAH-SHAI i fiori della magia, vi sono stati abbandonati. Di essi, l’unico sopravvissuto è un giovane Hopi chiamato Kotomi, il quale, giunto al villaggio dei Makandra viene accolto come un figlio dal capo Kador, che è privo di eredi maschi. L’inaspettata apparizione di Kotomi – ritenuta dai Makandra un dono del Dio del Fuoco al loro capo, che lo aveva a lungo implorato - mette in allarme il fratello dello stregone, il perfido Gorka, il quale contava proprio sulla mancanza di eredi maschi di Kador per succedergli nel comando. Dopo aver tentato invano di eliminare Kotomi (tentativi fatti passare per incidenti, giacché tra i Makandra il figlio del capo è sacro), Gorka, in combutta con Uktar (il fratello stregone, appunto), avvelena Kador e accusa Kotomi dell’omicidio. I due malvagi fratelli intendono sottoporre il giovane pellerossa alla prova della verità, che consiste nel far bere un filtro - preparato appositamente dallo stregone - all’accusato: se questi sopravvive, è considerato innocente; se invece muore (tra atroci spasmi), è considerato colpevole.


Tex n. 48, ottobre 1964. Disegno di Galep


Kotomi racconta ai pards l’esperienza vissuta tra i Makandra – TEX 48, p. 32

Malgrado l’avvertimento di Kotomi, Gorka ordina ai suoi guerrieri di attaccare - TEX 48, p. 37


Per sua fortuna, Kotomi gode della simpatia della sorella minore di Gorka, la graziosa Moya, la quale lo avverte di nascosto, rivelandogli che Uktar, d’accordo con il cospiratore, ha preparato per lui un filtro mortale. Ciò consentirebbe a Gorka di diventare l’incontrastato capo dei Makandra. Per evitare di bere il veleno, Kotomi fugge assieme a Moya; il suo preciso intento è raggiungere la superficie attraverso un passaggio che si trova oltre le grotte del Dio del Fuoco. I due giovani vengono però catturati dai guerrieri di Gorka e condannati a morte, ovvero legati a una zattera e lasciati alla mercé dei mostri che popolano il lago sotterraneo. A salvarli da questa terribile sorte sono i tre pards, ai quali poi Kotomi racconta tutto ciò che gli è capitato dal momento in cui è stato abbandonato nella valle da MAH-SHAI. Accortisi di quanto avvenuto, i Makandra, guidati da Gorka, assalgono i Nostri, ignorando l’avvertimento di Kotomi, il quale - su ordine di TEX – dice loro che i tre stranieri possiedono il tuono che uccide (atu sakamo nella lingua dei cavernicoli), cioè i fucili. Vedendo saettare le lance dei Makandra, i pards aprono il fuoco: la prima fila degli assalitori viene falciata e gli altri, spaventati, si danno alla fuga. Nello stesso momento, però, i Nostri vengono attaccati dai GRANCHI GIGANTI e sono costretti anch’essi a fuggire, proprio in direzione del villaggio di Gorka e compagni. Durante la fuga, le acque del lago cominciano a ribollire, e il fumo raggiunge le capanne dei cavernicoli. Il Dio del Fuoco è in collera con i Makandra!, esclama uno di essi, e Uktar aggiunge: Il Dio del Fuoco è in collera perché gli uomini del tuono che uccide hanno impedito il sacrificio agli spiriti delle acque! [lo stregone si riferisce ovviamente alla condanna inflitta a Kotomi e Moya, nda]. Si fa sentire anche Gorka: Avete inteso le parole del grande Uktar?... I Makandra periranno tutti se non uccideranno gli invasori. Seguitemi!... Ci apposteremo fra le rocce vicine all’inizio del sentiero e, quando saranno a tiro, le punte delle nostre lance berranno il sangue degli uomini del tuono!.


I tre pards respingono il primo assalto dei Makandra - TEX 48, p. 38

Kit uccide lo stregone Uktar – TEX 48, p. 51

Investiti dal piombo dei pards, i Makandra sono costretti a rifugiarsi nelle loro capanne - TEX 48, p. 52


TEX e gli altri però, giunti in vista del villaggio, non cadono nella trappola dei Makandra, i quali sono costretti a venire allo scoperto. Incitati da Gorka, i cavernicoli vanno nuovamente all’assalto dei Nostri, che ancora una volta li respingono a colpi di winchester, uccidendone più di prima. Falciati dal tiro micidiale dei pards, i Makandra – compreso lo stesso Gorka – indietreggiano terrorizzati. A questo punto, Uktar, che era rimasto al riparo di un enorme feticcio di pietra, si mette a battere il tamburo della magia, allo scopo di spingere i suoi compagni a tornare all’attacco. Come spiega infatti Kotomi a TEX, coloro che morranno mentre rulla il tamburo della magia rivivranno in eterno nel paese degli dei!. A far cessare il suddetto tamburo, che ha galvanizzato i cavernicoli, ci pensa KIT, che uccide lo stregone con una fucilata, per poi far fuoco - assieme a TEX e TIGER - contro il grosso dei Makandra. Costoro, dopo aver lasciato sul terreno altre vittime, gettano le armi e si rifugiano nelle loro capanne. I tre pards ne approfittano e, guidati da Kotomi e Moya, s’incamminano con loro verso le grotte del Dio del Fuoco, lungo una pista che serpeggia tra enormi sculture di pietra e che sbocca davanti a una spettacolare città morta: quanto rimane dell’antichissima civiltà da cui discendono i Makandra. Diavolo!... – esclama TEX, impressionato dalle rovine - Gli uomini che sono stati capaci di costruire una simile città dovevano aver raggiunto un considerevole progresso. KIT, anch’egli affascinato dalla città morta, dice al padre: Hai notato la grande piramide al centro?... Ricorda un po’ gli antichi templi aztechi.
I Nostri attraversano le millenarie rovine, ma, all’improvviso, la terra comincia a tremare: è l’inizio di uno spaventoso cataclisma. Dal lago si sollevano colossali onde che si abbattono sul villaggio dei Makandra, i quali tentano invano di fuggire. Alla fine, solo i tre pards si salvano: Moya, infatti, rifiuta di entrare nelle grotte de Dio del Fuoco (considerate tabù dal suo popolo) e Kotomi decide di restare accanto a lei. E’ veramente toccante l’immagine dei due giovani amanti che, stretti in un ultimo abbraccio, vengono ingoiati dalle acque. 

La spettacolare città morta, edificata dagli antenati dei Makandra - TEX 48, p. 54

La drammatica fine dei cavernicoli - TEX 48, p. 56

Le acque si abbattono sulla città morta e ingoiano Kotomi e Moya – TEX 48, p. 58

Curiosità: Se sostituissimo la a finale con una e, il nome Makandra diventerebbe l’anagramma di Mandrake, il celeberrimo mago creato nel 1934 dai fumettisti americani Lee Falk e Phil Davis. Può darsi che la cosa sia casuale, ma siamo propensi a credere il contrario, giacché – come già abbiamo scritto nell’Introduzione – non solo GL apprezzava Mandrake, ma Galep ebbe anche l’occasione, nel 1948, di disegnare alcune sue storie per la casa editrice Nerbini. Tornando ai Makandra, è davvero sorprendente che questa tribù così primitiva discenda da una civiltà che invece, come dice TEX, doveva essere molto progredita. Gli aggressivi, ma in fondo simpatici, cavernicoli costituiscono quindi un eclatante esempio di involuzione: basti solo confrontare le loro rozze capanne con la piramide in stile azteco costruita dai loro antenati, per non parlare delle altre spettacolari vestigia della città morta. Forse distrutta, a suo tempo, da un cataclisma simile a quello che nel finale della storia la spazzerà via definitivamente, la suddetta città è una sorta di Atlantide del sottosuolo. D'altronde, questa seconda parte de Le Terre dell'Abisso rientra a pieno titolo nel genere della valle perduta, i cui elementi tipici sono, per l'appunto, antiche e misteriose civiltà, popoli preistorici, dinosauri e altre mostruose creature. Tra le principali opere appartenenti a questo fortunato genere, troviamo - oltre naturalmente al romanzo che ha ispirato GL: Viaggio al centro della Terra (1864) di Jules Verne -, Il mondo perduto (1912) di Arthur Conan Doyle, la saga di Pellucidar (1914-1963) di Edgar Rice Burroughs e La terra dimenticata dal tempo (1924), sempre di Burroughs. 

Il Mandrake disegnato da Galep nel 1948

Copertina della recente edizione Bompiani del romanzo di Arthur Conan Doyle Il mondo perduto (1912)

I cavernicoli del film La terra dimenticata dal tempo (Kevin Connor, 1975), tratto dall’omonimo romanzo del 1918 di Edgar Rice Burroughs.


Massimo Capalbo


N.B. Trovate i link alle altre voci di The Dark Side of Tex sul Navigatore

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