lunedì 6 ottobre 2014

ZAGOR MONSTERS - "H": HAGGOTH E HITO!

di Massimo Capalbo

Arrivati alla lettera H dei nostri Zagor Monsters, con due sole - ma succose!- voci, facciamo il punto su chi parla e ha parlato in Rete dell'enciclopedia dei mostri zagoriani. Sicuramente ci saranno errori e omissioni: vi invitiamo pertanto a segnalarci altri link! Grande spazio sta dedicando all'opera di Max Capalbo lo ZTN Forum, con costanti aggiornamenti dei testi, e si è occupato di noi anche Zagor e altro, il blog di Baltorr. Ovviamente siamo anche su Liquida (e simili) e ci trovate poi anche sul Diario di un pessimo autore, il blog di Francesco L. P. Non poteva mancare all'appello l'amico fraterno Moreno Burattini (che tanto spazio ci offre anche su Facebook e Twitter) sul suo ormai classico blog Freddo Cane in Questa Palude! Anche il forum L'ombra del falco si occupa degli Zagor Monsters e lo stesso fa Il gatto con la scure. Vi lasciamo dunque alla lettura, ricordandovi che la scelta delle immagini inserite prima delle schede (a differenza delle altre, che sono tutte selezionate dall'infaticabile Capalbo) è stata fatta dalla redazione: le abbiamo scelte sul Web, cercando di essere il più possibile precisi nell'indicazione delle fonti. Qualora fossimo incappati in sbagli, involontari, vi preghiamo di contattarci e correggeremo! (s.c. & f.m.) 


 
Lo Zagor di Chiarolla (portfolio, 2009: per maggiori informazioni seguire questo link)



LEGENDA

  • I nomi in stampatello e grassetto rimandano a una voce dell’opera. Fanno eccezione i nomi dei protagonisti della serie, ZAGOR e CICO, che sono sempre scritti in questo modo, tranne quando sono inseriti nei crediti di una storia o fanno parte del titolo di un libro (ad esempio: Speciale Zagor; Speciale Cico; Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood ecc.).
  • Gli uomini-bestia di cui conosciamo anche nome e cognome o il nome soltanto, vengono indicati con la loro identità mostruosa e non con quella umana (ad esempio: ULTOR invece che NEZDA; UOMO TIGRE invece che KELLOG, WILFRED).
  • Gli altri mostri di cui conosciamo nome e cognome vengono indicati per cognome (per esempio, RAKOSI, BELA), e, quando vengono citati in una voce diversa dalla loro, solo il cognome è scritto in stampatello e grassetto, in modo da rimandare immediatamente alla lettera sotto la quale sono stati inseriti (ad es.: nel testo della voce RAKOSI, BELA, il personaggio della contessa Varga è citato come Ylenia VARGA). In alcuni casi, però, abbiamo optato per il soprannome (ad es.: SKULL invece che RANDAL, COLIN).
  • Per quanto riguarda la serie regolare, il titolo attribuito a ciascuna storia è tratto da uno degli albi che la compongono ed è quello, a nostro avviso, più rappresentativo, quello che meglio sintetizza la trama o che, rispetto ai titoli degli altri albi, richiama la storia alla memoria dei lettori in modo più efficace (anche se, in alcuni casi, il nostro titolo non coincide con quello usato abitualmente dai lettori). Ad esempio, la storia dei nn. 194-196 viene indicata con il titolo del n. 195, Il Signore Nero, perché esso è, per l’appunto, più rappresentativo rispetto a Il teschio di fuoco (n. 195) e L’orda del male (n. 196).
Sempre riguardo alla serie regolare, nei crediti delle storie si fa riferimento al computo reale degli albi zagoriani e non alla numerazione della collana Zenith, ossia al numero stampato sulla costa di ciascun albo mensile. Com’è noto, la suddetta numerazione è sfasata di 51 numeri rispetto a quella effettiva (ad esempio, il Zenith n. 51 corrisponde al primo numero di Zagor, il Zenith n. 52 al secondo numero e così via). Per una guida ai collegamenti ipertestuali andate su Zagor Monsters lettera "A"! 


Lo Zagor di Prisco (portfolio, 2009: per maggiori informazioni seguire questo link)


H
HAGGOTH
HITO


HAGGOTH 

Il demone adorato, ne La notte del diluvio (A. Capone [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 263-265), dal gran sacerdote Stephan e dai suoi accoliti, i quali gli sacrificano vite umane nel lugubre tempio (in realtà, una chiesa sconsacrata) di New Salem, un villaggio fondato nel ‘600 dai superstiti della famosa caccia alle streghe di Salem. Sebbene in questa storia – una delle più belle di Capone - Haggoth non compaia fisicamente (vediamo solo il suo tenebroso volto raffigurato in un quadro posto davanti all’altare del sacrificio), la sua inquietante presenza si fa comunque sentire. Il demone, infatti, dona a Stephan, attraverso il Libro Nero, una forza tale da consentire a questi di incassare senza danni i pugni di ZAGOR e di far invece cadere a terra l’eroe ogniqualvolta lo colpisce.

Zagor n. 264, luglio 1987. Disegno di Ferri.

Stephan davanti al quadro raffigurante il demone Haggoth – ZGR 265, p. 39


Ad ogni modo, nel confronto finale tra i due, ZAGOR riesce ad avere la meglio, salvando, oltre a CICO, il suo vecchio amico Walter Maddenbrook e Abraham Stoke, discendente del cacciatore di streghe Ebenezer Stoke ed egli stesso acerrimo nemico della stregoneria. In questa emozionante scena, Stephan si accinge a uccidere ZAGOR – il quale, indebolito dai colpi ricevuti, non ha la forza di rialzarsi - con il suo pugnale sacrificale, ma l’eroe, grazie alle parole che gli grida Stoke, riesce finalmente a scuotersi e, afferrato il medaglione magico datogli dal cacciatore di streghe (e appartenuto al succitato Ebenezer) lo lancia sul Libro Nero, che nella lotta era caduto a terra. Il libro prende subito fuoco, al che Stephan si accascia al suolo, come svuotato di ogni energia. La morte del gran sacerdote segna la fine del culto di Haggoth a New Salem: i suoi abitanti, infatti, rinnegano la sinistra religione.

 
Zagor n. 265, agosto 1987. Disegno di Ferri


Zagor evita il pugnale di Stephan e getta il medaglione magico sul Libro Nero – ZGR 265, p. 60

Ne Il segno del male (A. Capone [sog.&scen.] – G. Ferri [dis.], nn. 519-521), seguito de La notte del diluvio, ha luogo una sorte di staffetta tra Haggoth e Stephan: stavolta, infatti, a comparire fisicamente, sebbene soltanto nel finale, è il primo; mentre il secondo, pur essendo il cattivo principale del racconto, compare – con il suo vero volto – in pochissime vignette. In questa storia scopriamo che, prima di morire nel tempio in fiamme, Stephan è riuscito a trasferire il suo spirito nel medaglione magico usato da ZAGOR per sconfiggerlo. Anni dopo, un bandito di nome Syd ritrova casualmente, tra le macerie del tempio, il medaglione, e ciò permette allo spirito di Stephan d’impossessarsi del suo corpo. Sotto le sembianze di Syd, il gran sacerdote raduna i suoi nuovi seguaci in una vecchia fortezza inglese abbandonata, posta su uno scoglio al largo della costa atlantica. Assetato di vendetta, Stephan/Syd ordina ai suoi fedeli di uccidere Abraham Stoke, che viene arso vivo nella sua capanna. Stoke, tuttavia, fa in tempo a inviare a ZAGOR, in sogno, un messaggio: Aiutami, Zagor… mi devi aiutare! Raggiungi il villaggio Nipmuck del sakem Kennae e dello stregone Nuan-The!. Pur non riconoscendo colui che gli ha chiesto aiuto (il fuoco, infatti, ha sfigurato il volto di Stoke), l’eroe si mette subito in viaggio con CICO, e, giunto a un trading post non lontano dall’accampamento dei Nipmuck, viene a sapere, dalla gente del posto, cosa è accaduto al suo vecchio amico Abraham (che viveva proprio nelle vicinanze) e fa la conoscenza del giovane Nuan-The.


Zagor n. 519, ottobre 2008. Disegno di Ferri

Evocato da Stephan/Nuan-The, Haggoth si materializza nella fortezza inglese – ZGR 521, p. 13


Questi conduce ZAGOR e CICO nel suo villaggio, dove, attraverso un rito magico, l’eroe ha la conferma di quanto aveva già intuito, cioè che il responsabile della morte di Stoke è, per l’appunto, il redivivo Stephan. Il suddetto rito, inoltre, indirizza i Nostri e Nuan-The (che si unisce a loro per vendicare Abraham) a Salt Town, un villaggio di pescatori. Lì giunti, CICO e Nuan-The vengono catturati dallo sceriffo e dai suoi uomini (tutti accoliti di Stephan) e poi rinchiusi nel covo della setta, la fortezza inglese. Sfuggito alla cattura, ZAGOR riesce, grazie all’aiuto degli indiani Pennacook (le cui donne sono state rapite dai seguaci del gran sacerdote), a penetrare nella fortezza, ignorando però che Stephan ha nel frattempo abbandonato il corpo di Syd per trasferirsi in quello, più giovane e prestante, di Nuan-The. Sotto queste nuove sembianze, Stephan fa prigioniero ZAGOR, che viene portato, assieme a CICO, in una sala sotterranea dove, rinchiuse in una gabbia, si trovano anche le squaw Pennacook. Sul pavimento della sala c’è un simbolo – una stella racchiusa in un cerchio – identica al medaglione magico, e sopra questo simbolo è stata posta una conca d’acqua. Stephan/Nuan-The racconta ai Nostri, davanti all’assemblea dei suoi fedeli e stringendo in mano una pergamena, la storia, risalente a due secoli prima, del comandante della fortezza, l’ufficiale Thomas Templeton. Costui praticava segretamente la magia nera e aveva scritto, su alcune pergamene e nella medesima lingua del Libro Nero, delle invocazioni diaboliche apprese in Europa. Era stato però scoperto e ucciso da John Stoke (padre di Ebenezer, l’antenato di Abraham), seguace della magia bianca. Costui aveva strappato a Templeton il medaglione magico ed era riuscito in seguito a trasformare quest’ultimo da oggetto del male in strumento del bene. Terminato il suo racconto, Stephan/Nuan-The si avvicina alla conca e inizia a leggere le parole della pergamena.


Zagor riesce a strappare il medaglione magico dal collo di Stephan/Haggoth – ZGR 521, p. 26


Zagor n. 520, novenbre 2008. Disegno di Ferri



A questo punto, l’acqua della conca va in ebollizione e il vapore comincia a prendere forma, diventando infine una figura umana, un angelo del Male: Haggoth. Dopo aver ringraziato il gran sacerdote per averlo evocato e aver lanciato uno sguardo alla gabbia delle squaw ([…] già pregusto il sapore del pasto che hai preparato per me! Sì… credo che sarà davvero delizioso…), Haggoth si rivolge ai Nostri (che sono incatenati al muro): Ma prima mi dedicherò a te, Zagor! Io sarò l’esecutore della tua condanna! …Strapperò il cuore a te e al tuo amico… e li divorerò!. Approfittando del fatto che il demone gli dà le spalle e sta concentrando la sua attenzione su ZAGOR e CICO, Stephan/Nuan-The gli si avvicina e gli mette al collo il medaglione magico, trasferendo così il proprio spirito nel corpo di Haggoth. Raggiunto il suo subdolo scopo, il gran sacerdote chiama a sé i suoi fedeli e, afferrandoli dal collo uno dopo l’altro, inizia a prosciugare le loro energie vitali, diventando sempre più grande e grosso. Un membro della setta decide però di liberare ZAGOR, convinto che questi sia l’unico che possa fermare il demone, e gli restituisce la scure. L’eroe si scaglia contro Stephan/Haggoth, ma costui è troppo forte per il Nostro e, dopo aver afferrato sia lui che CICO dal collo, si appresta a ucciderli. ZAGOR riesce però a strappargli il medaglione e, avendo intuito che in questo modo Stephan non sarà in grado a lungo controllare il suo nuovo corpo, fugge, subito inseguito dal suo inferocito avversario. Raggiunti gli spalti della fortezza, l’eroe getta il medaglione in mare, convinto che senza di esso Stephan/Haggoth crollerà privo di sensi. Il suo gesto, invece, permette a Haggoth di riprendere possesso del suo corpo.


Haggoth riprende possesso del suo corpo, relegando lo spirito di Stephan in un tenebroso limbo – ZGR 521, p. 34

Haggoth risparmia la vita a Zagor e ritorna nel suo mondo – ZGR 521, p. 35


ZAGOR gli chiede che ne è stato di Stephan, e il demone risponde: Il suo spirito ha preso il posto del mio nel luogo in cui ero stato relegato…quando egli mi ha messo il medaglione al collo… …quel luogo è un oscuro limbo che sarà per lui la più terribile delle prigioni!… Adesso non hai più niente da temere, Zagor!... Desideravo punirti per come sgominasti il mio culto a New Salem, è vero! Ma ora so che il sacerdote di quel culto era una lurida serpe… e lo devo a te se sono di nuovo libero dal limbo! Io, Haggoth, il Signore della Tenebra, non voglio essere debitore verso un essere umano! Dunque salderò il mio debito con te nel modo che più desideri, Zagor! Risparmio la vita a te e agli altri prigionieri… e tornerò da dove sono venuto!... Un mondo che non puoi nemmeno lontanamente immaginare! Ma ora che il debito è pagato, non osare mai più incrociare la mia strada… se mai sorgerà un nuovo culto a evocarmi!. Detto ciò, Haggoth scompare, e ZAGOR può quindi ricongiungersi con CICO, che ha liberato le squaw, e con Nuan-The, il quale è ritornato finalmente in possesso del proprio corpo. Liberati dall’influsso malefico di Stephan (che influenzava le loro scelte grazie al medaglione magico), i membri superstiti della setta promettono a ZAGOR che cambieranno vita e, per dimostrargli le loro buone intenzioni, bruciano le pergamene di Templeton

Hoggoth in una delle sue forme (disegno di Mike Mignola e Mark Badger)

 
Curiosità: Come fa notare Stefano Priarone nella scheda de La notte del diluvio scritta per lo Zagor Index Illustrato 201-300 (Paolo Ferriani Editore, Inverno 2001), il nome del demone, Haggoth, ricorda l’Hoggoth, del marvelliano Dottor Strange […] . Hoggoth, che appare talvolta come una tigre dagli occhi infuocati, è una potente quanto benevola entità magica che fa parte, assieme ad Agamotto e Oshtur, della triade Vishanti. Non è l’unica citazione presente nella suddetta storia: sempre Priarone, infatti, scrive che il nome Abraham Stoke ricorda Bram Stoker, l’autore di Dracula (1897), e che il soggetto di Capone s’ispira in parte, anche nel nome del sinistro villaggio in cui opera la setta (New Salem), al romanzo di Stephen King Le notti di Salem (1975). Da esso, il regista Tobe Hooper ha tratto nel 1979 il film omonimo. 


Locandina originale del film Le notti di Salem (Tobe Hooper, 1979)
 




HITO 

Compare ne Il popolo delle caverne (D. Canzio [sog.&scen.] – F. Donatelli [dis.], nn. 209-212) ed è un colossale ragno che vive nel mondo sotterraneo di Inaccessibile Point. ZAGOR lo affronta dopo aver superato la grande prova (vedi TRITONE GIGANTE), grazie alla quale l’eroe acquista un elevato prestigio presso i SIKKIM e i WAKOS, i due popoli dell’abisso. Uno dei WAKOS dice al Nostro e ai suoi compagni, CICO e il giovane pellerossa Kainaka (che riesce a comprendere il linguaggio abissale), di seguirlo in uno dei tanti cunicoli del regno ipogeo.


Zagor n. 210, gennaio 1983. Disegno di Ferri
Zagor, Cico e Kainaka scoprono con orrore che Hito è un gigantesco ragno – ZGR 211, p. 45


Tu – spiega Kainaka a ZAGOR lungo il cammino - hai raggiunto il massimo privilegio che possa spettare a una creatura vivente qui nel grande abisso… tu, Spirito con la Scure, avrai la possibilità di stringere una comunione spirituale con Hito, la divinità-cannibale!. ZAGOR crede che Hito sia un idolo mostruoso, mentre CICO pensa si tratti di un essere subumano non dissimile al WAKOS che li precede. Dice infatti all’eroe: A proposito di quell’Hito… mi raccomando, Zagor, non lasciarti trasportare dal tuo solito caratteraccio!. Che cosa intendi dire, messicano?, gli domanda ZAGOR, e CICO risponde: Intendo dire che questo mister Hito… sì, insomma, lo devi trattare bene, quasi con… affetto! Visto che vuole fare comunella con te, riserbagli un bel sorriso a trentadue denti, una stretta di mano… abbraccialo e, se necessario, bacialo! Insomma, fattene un amico… un amico che ci dia una mano a uscire da questo inferno!. ZAGOR, allora, dice al messicano che cercherà di entrare nelle grazie di Hito, ma quando i due sbucano nella caverna dove esso vive, scoprono – con orrore – che il dio abissale è un repellente, smisurato, mostruoso ragno gigante. E io che ti avevo chiesto di baciarlo!!, esclama il messicano. Ecco un suggerimento che non seguirò mai, Cico!, gli risponde, con evidente ironia, ZAGOR, che poi chiede a Kainaka cosa il WAKOS vuole che egli faccia.

Zagor n. 211, febbraio 1983. Disegno di Ferri.
 
Hito si accorge che Zagor è rimasto immobilizzato sulla sua tela – ZGR 211, p. 51


L’indiano parla con l’essere abissale e, al termine della conversazione, rivela all’eroe che la comunione spirituale con Hito consiste nel privilegio di essere divorato vivo da esso. Il Wakos mi ha detto che diventando cibo per Hito tu rivivrai in lui… nella sua sacra e immortale potenza!, aggiunge Kainaka. Capirai… che bella soddisfazione!, esclama ZAGOR, il quale tuttavia non vede altra possibilità che affrontare il colossale aracnide, visto che, oltre la sua enorme tela, s’intravede un passaggio che rappresenta l’unica via di salvezza per lui e i suoi amici. ZAGOR, dunque, si arrampica sulla ragnatela, ma la sostanza collosa che impregna i fili lo immobilizza. Accortosi di ciò, Hito inizia a muoversi verso di lui per divorarlo, ma il Nostro, con uno sforzo immane, riesce a liberare il braccio destro e ad afferrare la scure. Quando il ragno gli è ormai vicinissimo, ZAGOR si lascia avvinghiare dalle sue zampe e giunto vicino alla testa, colpisce questa più volte, fracassandola e facendo schizzare fuori la materia cerebrale. Privo di vita, Hito crolla a terra a ventre in su, e ZAGOR si lascia cadere su di esso, lanciando poi il suo tipico urlo. Mentre CICO corre ad abbracciare l’amico, il WAKOS, sbalordito per il sacrilegio cui ha assistito, abbandona la caverna e avverte i suoi compagni e i SIKKIM. I Nostri però s’infilano, assieme a Kainaka, nel passaggio al di là della ragnatela e riescono, dopo altre peripezie, a raggiungere finalmente la superficie. 

Zagor colpisce violentemente la testa del ragno con la sua scure – ZGR 211, p. 55

Zagor si lascia cadere sul corpo senza vita di Hito – ZGR 211, p. 56

 
Ultimo, in ordine di apparizione, tra i mostri de Il popolo delle caverne, Hito si fa ricordare soprattutto per i suoi inquietanti occhi – che, a differenza degli occhi dei comuni ragni, sono solo due e anche composti, come quelli degli insetti – e per la testa, che somiglia a un teschio e che risalta ancora di più sul suo corpo scuro e peloso.


Massimo Capalbo


N.B. Trovate i link alle altre lettere degli Zagor Monsters sulla pagina della Mappa!

3 commenti:

  1. Inizio veramente con il botto di Capone! Un' avventura che già dall' inizio al campo indiano ci fa entrare in un' atmosfera inquietante e misteriosa e man mano ci cattura. Quando la lessi rimasi sorpreso nel vedere che 10 anni prima di Cain Zagor aveva incontrato un altro cacciatore di culti demoniaci! Peccato che il buon Abraham non sia più stato riutilizzato a dovere per altre avventure. Molto belle le locations con il villaggio e la foresta che sono proprio tenebrose e Stephan prima simpatico vecchietto e poi superforzuto sacerdote del culto è davvero un bel villain. Zagor poi stile Rambo (gli manca solo la fascia) alla grande! XD
    Tra i vari sceneggiatori questo è sicuramente il miglior esordio. Peccato che Capone dopo l' altra buona "Tenebre" si sia un po incarrato. Devo ancora leggere quasi tutte le sue nuove avventure, compresa quella del ritorno di Stephan di cui ho letto pareri discordanti. Molto belle le copertine. All' epoca, primi anni 00, trovavo che le storie fossero un po altalenanti e quando leggevo certe degli anni 80 mi parevano di un altro passo: questa, "La palude dell' orrore", "I sette poteri"... chiaramente trovavo anche qualche incidente di percorso come "Il vello d' oro", soggetto potenzialmente buono, ma non sfruttato a dovere. Sarà perché sono cresciuto anche con quelle storie, ma trovo che diversi episodi del periodi vadano dal buono in su. Ecco perché mi sono sempre stupito di leggere pareri poco felici su quel periodo.
    Passando a "Il popolo delle caverne", da ragazzino mi era piaciuta molto vista la grande presenza di creature diverse. Riletta oggi non è che sia il top. Secondo me la meno riuscita di Canzio assieme a "Il cavaliere misterioso". Ritmo narrativo non altissimo e qualche stramberia di troppo. Comunque godibile.

    RispondiElimina
  2. Ferri negli anni 80 era un grande con le storie cupe a mio parere: "Il ritorno del vampiro", "La palude dell' orrore", "La vendetta di Kandrax", LNDD, "Incubi", "Tenebre... che spettacolo!

    RispondiElimina
  3. Parlando dei personaggi, Haggot a me inquieta sia nel dipinto che con quell' aspetto angelico-diabolico!
    Su Zagor i ragni giganti vanno per la maggiore! XD Si ricordino quelli di G.L. Bonelli ne "Il piccolo popolo", all' inizio di "Incubi" e ne "La fiamma nera"! XD Troppo lol come Cico parla di Hito. XD
    Riparlando de IPDC, se uscisse oggi verrebbe presumo "massacrata". XD Tra i top comunque il ragazzino indiano che è praticamente una guida del mondo sotterraneo! XD

    RispondiElimina

I testi e i fumetti di nostra produzione apparsi su Dime Web possono essere pubblicati anche altrove, con la raccomandazione di citare SEMPRE la fonte e gli autori!

Le immagini dei post sono inserite ai soli fini di documentazione, archivio, studio e identificazione e sono Copyright © degli aventi diritto.

Fino al 4 gennaio 2017 tutti i commenti, anche i più critici e anche quelli anonimi, venivano pubblicati AUTOMATICAMENTE: quelli non consoni venivano rimossi solo a posteriori. Speravamo e contavamo, infatti, nella civiltà dei cultori di fumetti, libri, cinema, cartooning, etc.

Poi è arrivato un tale che, facendosi scudo dell'anonimato, ha inviato svariati sfoghi pieni di gravi offese ai due redattori di Dime Web, alla loro integrità morale e alle loro madri...

Abbiamo dunque deciso di moderare in anticipo i vostri commenti e pertanto verranno cestinati:

1) quelli offensivi verso chiunque
2) quelli anonimi

Gli altri verranno pubblicati TUTTI.

Le critiche, anzi, sono ben accette e a ogni segnalazione di errori verrà dato il giusto risalto, procedendo a correzioni e rettifiche.

Grazie!

Saverio Ceri & Francesco Manetti